Regali ricevuti e portafogli restituiti

Quando penso alla mia infanzia, molti ricordi belli sono legati ai pomeriggi passati insieme alla nonna materna. Giocavo mentre lei era a casa a badare che non facessi danni, la guardavo preparare bontà in cucina, a volte le piaceva fermarsi ad aggiustarmi i capelli per cercare di domare i miei ricci.

Lei era presente anche alle mie feste di compleanno, quelle che prima si facevano in casa con una selezione di compagni di classe perché tutti nella mia stanza non ci sarebbero entrati.

Durante una di quelle feste, compresi qualcosa di importante sui doni.
Voglio raccontare quella vicenda perché è legata a molte altre cose avvenute in seguito, e credo anche a quel senso delle feste che spesso perdiamo di vista con una certa facilità. Continua a leggere

Un lavoro che ti fa piangere è un lavoro dal quale [devi scappare] puoi imparare

Qualche giorno fa, all’ora di pranzo, la titolare di una tavola calda si trovava in cassa. In coda c’erano i clienti con i loro vassoi in mano in attesa di pagare le pietanze che avevano scelto.

Arriva il turno di pagare per la persona che era in coda prima di me. Comincia a tirar fuori i soldi e a prendere un paio di tovaglioli che si trovavano lì vicino, disposti proprio accanto alla cassa. La titolare, con aria di stizza, le intima un secco “il tovagliolo è già nell’incarto delle posate!” — come a dire di non prendere altri tovaglioli oltre l’unico presente già nelle posate.
Evidentemente i tovaglioli sono una importante voce di costo; magari li compra laccati in oro.

Lì per lì non ho fatto caso alla frase spiacevole. Ho pagato il mio pranzo e mi sono seduta a mangiare quel pasto salato e bruciato. Continua a leggere

Occhi che ne cercano altri. Il tempismo di un “ti voglio bene”

A volte mi è capitato di prendere il bus in tarda mattinata. In quel momento della giornata, quasi tutte le volte che mi è capitato, ho incontrato alla fermata qualche anziana signora desiderosa di chiacchierare.
Hanno buste della spesa o piccoli carrelli, si avvicinano anche se resto a debita distanza.

Adotto una distanza preventiva poiché non sono molto predisposta al dialogo con gli estranei e non ho fiducia negli sconosciuti incontrati per caso. Sebbene io rifugga con attenzione le situazioni in cui c’è troppa gente, le nonnine alla fermata del bus mi si avvicinano quasi sempre e ogni volta che lo fanno mi raccontano la loro storia o qualche aneddoto di giovinezza. Continua a leggere