Coerenza, potenziale, empatia. Il viaggio di un HR nelle vite degli altri parte da lì

Quelle di Nicolae Tonitza sono pennellate potenti, nei suoi fiori rossi lo sguardo si perde. Un’intervista è come un tuffo degli occhi in quelle pennellate: un’immersione in un dipinto in cui entra in gioco la comprensione di un’altra persona e la possibilità di raccontare la sua storia.
Quella che leggerete nelle prossime righe è l’intervista a Daniela Chiru, HR Specialist cresciuta al crocevia fra due culture e con la passione per arte, letteratura e viaggi.
Daniela mi ha raccontato il suo viaggio nelle persone, un viaggio che abbiamo dipinto a 4 mani.

La scrittura è stato il nostro principale mezzo di comunicazione: ci ha permesso di scandire i tempi e di prestare ascolto ai feedback. Le parole sono state strumento per definire ritmi e immagini attraverso cui raccontare questa storia.
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Tu vuo’ fa’ l’HR? Quale futuro per la professione di recruiter

In Italia il settore professionale delle Risorse Umane è spesso affollato e confusionario.
Lo noto quando ascolto i racconti di tanti candidati che si lamentano delle modalità con cui vengono condotti i colloqui di selezione.
Alla base del malcontento c’è probabilmente la convinzione che tutti possano ambire a lavorare sulle persone. L’improvvisazione è davvero la chiave di volta per chi ambisce a lavorare come recruiter?
Per qualcuno forse sì e può aprire tante porte: siamo tutti psicologi, siamo tutti un po’ creativi, siamo tutti il cugino bravo di qualcuno.
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