We Can Post It! – Tra il postare e il fare c’è di mezzo il mar… keting

Da qualche mese sento ripetere a più riprese una formula di saluto che recita “Buongiorno (o buon pomeriggio, buonasera) A TUTTE E A TUTTI”.
Mi chiedo perché questa formula di saluto sia diventata così diffusa, permeante e a volte (lo dico) urticante.
Il fatto di specificare quel “tutte” prima del “tutti” dovrebbe farmi sentire una donna più emancipata, più importante dei “tutti”, più considerata, più intrisa di una visione femminista, più facente parte di una comunità in cui la donna è al primo posto?
Indipendentemente dalla buona fede con cui viene pronunciato, questo saluto reiterato mi sembra una presa in giro. Perché non penso che il femminismo o il sentirsi donne emancipate o considerate dalla società passi dal mettere un aggettivo o un pronome prima dell’altro. Come se la questione delle parità fosse più una rimonta sull’ordine delle parole che uno stare allo stesso livello. E come se la comunicazione fosse diventata un unico grande minestrone in cui buttar dentro anche quelle che “battaglie” non sono. Continua a leggere

Il lockdown e l’isteria da messaggistica istantanea

Il lockdown potrebbe far male alla comunicazione. E la comunicazione è importante, tanto più adesso che ha un’eco esponenziale perché la usiamo più del solito e con più strumenti del solito.
Chat, messaggi, video call. Potremmo essere presi più da chiamate e conference call a cui rispondere che dal nostro presente.
Un consiglio che vorrei dare a proposito di messaggistica istantanea è quello di non riversare le proprie rabbie e pressioni su amici, parenti, colleghi o semplici conoscenti. Esistono altri modi per superare alcuni stalli mentali in cui potremmo imbatterci ora: parlarne con uno specialista, prendere un po’ d’aria, leggere, fare sport, cercare in ogni caso di fare un grande respiro e ridimensionare le parole nostre e degli altri prima di premere il pulsante “invio”.
In questo intento di meditazione la messaggistica istantanea, divenuta così importante nelle nostre vite, se è vero che accorcia le distanze è pur vero che accorcia anche il pensiero. E quindi non è amica della riflessione. In questo momento storico abbiamo più bisogno di stare con noi stessi a pensare che di anestetizzarci con i messaggi! Continua a leggere

La comunicazione perbene

“In un momento in cui la sensibilità è altissima possiamo certamente continuare a promuovere i nostri prodotti e servizi a patto che ciò sia fatto con buonsenso, non approfittando dell’emergenza e, soprattutto, evitando di fare troppo i simpatici su una situazione che sta portando via persone care e mettendo in ginocchio sistema sanitario e imprese.”
Queste sono le parole che Veronica Gentili ha usato nel testo Consigli pratici di Social Media Marketing ai tempi del coronavirus.

Sono parole che condivido. Un pensiero necessario rivolto a chiunque in questo momento lavori, in azienda o come libero professionista, e debba promuovere i propri prodotti e servizi durante l’emergenza sanitaria. Continua a leggere

Il lusso (e la scelta) di scrivere per hobby

Passione e Fatturazione a volte diventano protagonisti della stessa storia. Tra loro ci può essere un lungo o breve legame d’amore, e chi riesce a fare della propria passione anche un lavoro è di certo una persona fortunata e capace.
La mia passione è la scrittura e ho sempre ammirato chi è riuscito a farne una professione, delineando il proprio campo d’azione e costruendo i propri progetti attorno alle parole e al modo di metterle insieme in modo efficace e armonico. Continua a leggere

Occhi che ne cercano altri. Il tempismo di un “ti voglio bene”

A volte mi è capitato di prendere il bus in tarda mattinata. In quel momento della giornata, quasi tutte le volte che mi è capitato, ho incontrato alla fermata qualche anziana signora desiderosa di chiacchierare.
Hanno buste della spesa o piccoli carrelli, si avvicinano anche se resto a debita distanza.

Adotto una distanza preventiva poiché non sono molto predisposta al dialogo con gli estranei e non ho fiducia negli sconosciuti incontrati per caso. Sebbene io rifugga con attenzione le situazioni in cui c’è troppa gente, le nonnine alla fermata del bus mi si avvicinano quasi sempre e ogni volta che lo fanno mi raccontano la loro storia o qualche aneddoto di giovinezza. Continua a leggere

Tono di voce. Quando è il caso di dire: be “quiet”, rewind!

Il tono di voce assume sempre maggiore importanza da quando se ne parla in termini di brand identity, ovvero di identità di marca.

Studi e manuali di settore sottolineano quanto la scelta del tono di voce, soprattutto nella comunicazione scritta, veicoli valori, delinei il pubblico a cui ci si rivolge, demarchi il contesto, trasmetta messaggi e posizionamento di una azienda sul mercato. È fuori di dubbio che l’attenzione riservata a ciò che comunichiamo e al modo in cui lo facciamo ci identifica, disegna il volto di una persona o di un’azienda.

Ma il tono di voce affonda le radici più lontano, nelle scelte comunicative quotidiane adottate nei contesti più disparati. Continua a leggere

Dal mito dell’empatia al mito delle categorie umane. Di mito in mito, chi vogliamo essere?

Crediamo spesso di sapere con esattezza cosa ci sia nella testa degli altri, però ragioniamo soltanto con la nostra e dunque non sempre siamo in grado di capire. Anche se talvolta ne abbiamo la presunzione.
È difficile non incappare in questo errore di valutazione, ma magari lo commettiamo a fin di bene per cercare di comprendere e aiutare.
Troppo spesso siamo certi di sapere come il mondo venga percepito da chi ci sta attorno e pensiamo che in fondo gli altri ragionino esattamente come noi.

L’empatia è sottovalutata e sopravvalutata allo stesso tempo. Continua a leggere

Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo – Intervista a Fabio Dell’Olio

“Mi sono messo davanti a uno specchio, come diceva Socrate, e ti ho risposto. Spero che si intuisca che ci ho messo molto cuore.” – con queste parole il protagonista dell’intervista che segue ha definito il lavoro fatto su di sé.

Comunicazione, paure, potere ed efficacia dei messaggi che trasmettiamo agli altri: ho messo insieme queste curiosità e le ho rilanciate a Fabio Dell’Olio, giornalista, esperto in Pubbliche Relazioni e Ufficio Stampa. Un professionista attento che in queste righe si è rivelato essere una persona profondamente densa.
Ho letto con voracità ciò che ha scritto. Le parole sono un potente mezzo per comunicare ciò che si è, quasi al pari degli occhi o delle azioni, e Fabio ha incanalato le sue parole nella direzione che mi auspicavo ma anche in direzioni inaspettate.

Il dono che la comunicazione ci fa, del resto, è tutto qui: moltiplicare le visioni, amplificare il nostro sguardo, trasmettere messaggi, lasciare che le parole siano libere di viaggiare in qualsiasi direzione, far diventare noi stessi un mezzo utile affinché le parole transitino verso occhi, menti, cuori aperti ad accoglierle. Continua a leggere