La scoperta della Puglia: gioiello incastrato tra luoghi comuni, hashtag vacanzieri e burrate

Da troppo tempo vedo la Puglia rappresentata come un’affissione pubblicitaria, come un cartello appeso ai muri per strada, come un’immagine appiccicata sugli autobus.
Da troppo tempo vedo la Puglia abbarbicata a questo suo dover essere fascinosa e meta ambita, attaccata alla sua immagine da vetrina scintillante e copertina patinata.
Una regione con cui spesso vogliamo far notizia solo attraverso le foto di buoni piatti senza capire la tradizione, oltre che la storia, e senza ascoltare i racconti di chi quelle ricette le ha cucinate per anni lontano da scatti zeppi di hashtag da cartolina balneare.
Se hai il mare e il sole, hai tutto – dicono certi. Ma non sarei così sicura che questo connubio di amabili sensi basti per capire un territorio ed esserne cittadini consapevoli e intelligenti. Continua a leggere

I luoghi parlano – Vi racconto il libro “La dinamite nella valigia” e l’incontro con Tiziano Arrigoni

Il 3 gennaio 2020 io e Tiziano Arrigoni abbiamo parlato del suo libro La dinamite nella valigia. Viaggio nell’Italia di Luciano Bianciardi da Portineria21 a Bari.

Questo è il racconto dell’incontro con l’autore. Vi narrerò alcuni punti salienti del libro e della presentazione, e poi lascerò spazio alla passeggiata per i vicoli del borgo antico, alle mie considerazioni filosofico-culinarie e ad altro che vi invito a scoprire continuando a leggere…

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Occhi che ne cercano altri. Il tempismo di un “ti voglio bene”

A volte mi è capitato di prendere il bus in tarda mattinata. In quel momento della giornata, quasi tutte le volte che mi è capitato, ho incontrato alla fermata qualche anziana signora desiderosa di chiacchierare.
Hanno buste della spesa o piccoli carrelli, si avvicinano anche se resto a debita distanza.

Adotto una distanza preventiva poiché non sono molto predisposta al dialogo con gli estranei e non ho fiducia negli sconosciuti incontrati per caso. Sebbene io rifugga con attenzione le situazioni in cui c’è troppa gente, le nonnine alla fermata del bus mi si avvicinano quasi sempre e ogni volta che lo fanno mi raccontano la loro storia o qualche aneddoto di giovinezza. Continua a leggere

Via le maschere, si vive una volta sola: facciamolo in maniera autentica – Intervista a Marco Bertagni

Marco Bertagni è stato responsabile del commercio estero, economia e ambiente per AIDI, Associazione delle Industrie Dolciarie Italiane, e poi Direttore di AssoDistil, Associazione Distillatori Italiani. Si è occupato di export management e ha svolto ricerche di mercato in Francia e negli Stati Uniti pubblicando oltre 100 articoli e interviste per diverse testate. Si è laureato in Scienze Politiche specializzandosi in commercio estero per conto dell’ICE (Istituto nazionale Commercio Estero).
Oggi è Executive Director di Bertagni Consulting e svolge attività di consulenza alle imprese negli ambiti del commercio estero e del lobbying internazionale. Inoltre è fondatore di WiDEN, FederMosti, MUST.
Marco però si definisce geografo delle emozioni e non ama vestirsi di etichette professionali: lo ha sottolineato anche nel ruolo di docente durante il corso ICE sullo storytelling d’impresa al quale ho partecipato.
Lascerò che sia questa intervista a raccontare di lui, perché penso che la sua storia e la sua visione delle cose possano aiutarci a ripensare anche alla nostra visione. Continua a leggere

Restare e partire: le costanti di un viaggio zaino in spalla fino alla fine del mondo – Intervista a Simone Seri

In questa intervista c’è per me tutto quello che si può narrare e capire sul viaggio e sulle sue ricadute nel nostro essere. Mentre la rileggo mi compare nella testa un grande brainstorming di parole che si accavallano a cascata: porti sicuri e luoghi sconosciuti, incertezza del dopo e ricerca di leggerezza, bagagli personali da riempire e volti familiari da riabbracciare. E mi rendo conto che questo vortice di parole è impossibile da contenere in uno schema o in un titolo, è difficile contare quante siano le parole che lo compongono.
Il viaggio che Simone Seri mi ha raccontato in queste righe, con immagini da lui scattate a corredo del racconto, è l’avventura di un nomade che vede nel proprio camminare in mezzo agli altri la più bella via per dare un senso al fatto di essere venuto al mondo. Continua a leggere

La famille qui voyage: la meraviglia di incontrarsi in qualche parte del mondo

A Maggio mi trovavo a Roma con mia madre e mia sorella. Stavamo passeggiando sul Gianicolo quando ci siamo imbattute in un insolito camper con su scritto a grandi caratteri “La famille qui voyage” (che in francese vuol dire: la famiglia in viaggio). Mi è sembrato un caso alquanto singolare perché anche noi siamo una famiglia e anche noi eravamo in viaggio.
Quella scritta quasi mi invitava a entrare, ma ho avuto solo il coraggio di scattare una foto e poi sono scappata via anche per fuggire da una pioggia torrenziale.
Qualche minuto dopo ho pubblicato la foto su Instagram e ho scoperto che dietro quel nome c’è la storia di una famiglia che vive viaggiando e raccontando le proprie scoperte. Nella didascalia di quella foto chiedevo loro di rispondere a qualche domanda, quindi eccoci qui.
Nelle prossime righe leggerete, sia in inglese che in italiano, l’incontro “di penna” tra me e la famille qui voyage (mamma Gizem, papà Paul, e i loro figli Payna e Rumi).

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Tutti abbiamo bisogno di una mano che ci stringa. Tutti abbiamo paura

Ci abituiamo a pensare che al nostro vicino non importi nulla di noi. Ma non sempre questo è vero.
Se hai paura degli aerei e, mentre sei in volo, ti guardi attorno impaurita, prima o poi incrocerai lo sguardo di qualcuno che cerca di calmarti.
Questo avviene soprattutto se l’aereo è pieno. Più difficile che avvenga se attorno a te ci sono posti vuoti: in quei casi, per la legge dei grandi numeri, i passeggeri ignorano le tue paturnie per dedicarsi ad altre attività tipo dormire, leggere, ascoltare musica.
E come biasimarli!

A chi non ha paura di volare queste riflessioni da paurosa cronica faranno sorridere, eppure la paura non è un sentimento che riguarda solo alcuni tra noi e non attiene solo agli aerei. Continua a leggere

Le ferie: oggetto del desiderio e metafora di distacco e ripartenza

Agognate, programmate, evidenziate con il pennarello sul calendario.
Le ferie: bramato oggetto del desiderio, a volte sfuggenti, sempre lontane, viste come una chimera, una meta immaginata e idealizzata.
Rappresentano il più lungo periodo nel quale concedersi un distacco da scadenze e responsabilità lavorative.
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Il panino di notte è quello di un lungo viaggio (in autobus)

Primo lunedì del 2017. Gli avanzi del cenone di fine anno sono in freezer e il panettone verrà mangiato a colazione per i prossimi tre mesi.
Riprendo il filo dei Brevi Pensieri ricordando infiniti viaggi in autobus, quelli in cui l’odore degli autogrill ti entra nelle narici e assomiglia a un dolce sapore. Quelli in cui alle 4 di notte non sei al settimo sonno ma alla settima fermata, pur non trattandosi di una via crucis. Quelle in cui il bambino seduto accanto a te abbraccia lo stomaco mangiando il panino con la cotoletta alle 3.30.
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Viaggi non convenzionali. Nella cabina di regia della tua vita ci sei tu

Quali sono le convenzioni che ci legano i polsi e inibiscono l’azione?

Prendo spunto da un bellissimo articolo comparso su Il Post e che ho trovato illuminante perché afferma qualcosa di molto interessante su tutte le esperienze che potremmo fare da soli e alle quali rinunciamo per paura dei giudizi.

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