Non di solo pane vive il marketing – Intervista a Domingo Iudice di Brainpull

Se dico Pescaria sono certa che in molti capiranno a chi e a cosa mi sto riferendo. E magari nella mente comparirà, in associazione al nome, anche l’immagine di un bel panino vista mare con dentro del pesce crudo.
Dietro quel nome però c’è la storia di Brainpull, e quella storia è fatta di tanti tasselli e persone che non si fermano a un panino o a un’intuizione.
Ero curiosa di andare a fondo, perché la foto di un panino o i risultati raggiunti parlano di una sola faccia di un’agenzia di comunicazione.
Quali altri volti ci sono dietro una giovane storia aziendale?
Ho fatto qualche domanda a Domingo Iudice, Responsabile Marketing e Comunicazione di Brainpull.
Vi suggerisco di gustare, come fossero tanti panini diversi, tutte le risposte che mi ha dato. Continua a leggere

Riconciliarsi con se stessi per ritrovare valore e senso in tutto il resto

“«Nel momento in cui più persone hanno iniziato a documentare con costanza le loro esistenze, quello che era un passatempo si è trasformato in un imperativo: per esistere, devi documentare quello che fai». Gli incentivi sociali – il desiderio di piacere, di essere visti – sono diventati economici: il meccanismo dell’esposizione su internet è diventato un mezzo – all’inizio nuovo, controverso, interessante, oggi praticamente indispensabile – per lo sviluppo di una carriera. […]. Il sogno iniziale, che internet potesse garantire un sé migliore, più vero, è scivolato via. «Se prima eravamo liberi di essere noi stessi soltanto online, oggi siamo incatenati alla nostra presenza online, e ne siamo consapevoli. Piattaforme che promuovevano la connessione sono diventate mezzi di alienazione collettiva. La libertà promessa da internet ha iniziato a sembrare qualcosa il cui maggiore potenziale risiede nell’uso improprio».” Continua a leggere

Di click facili, denaro e altre creature ordinarie

Faccio sempre più fatica a trovare un’espressione culturale, un evento, un testo, un articolo, un gruppo di persone che si riuniscano nel sacro vincolo del piacere di scambiare passioni senza scopi altri legati a: denaro, esposizione mediatica, click, io-faccio-un-favore-a-te-tu-ne-fai-uno-a-me.

Che il Dio Click e il suo fedele apostolo Denaro siano ben più importanti di ogni altra iniziativa che nasca a titolo spontaneo e anacronisticamente senza scopo di lucro, è un fatto risaputo. Non ho visto (o ne ho viste poche) manifestazioni culturali che non abbiano alla base una spinta economica e me ne rendo sempre di più conto guardandomi intorno. Continua a leggere

Denigrare gli altri rimpicciolisce noi e ciò che scriviamo

Tempo fa una professionista che si occupa di scrittura e copywriting presentò online, e con orgoglio, un’intervista che aveva appena rilasciato. Lo fece affermando che si era trattato di una lunga chiacchierata e non di un elenco di domande a cui rispondere via email.
Un paragone, questo, che lasciava intendere il piacere di aver avuto quello scambio ma che portava con sé un’opinione personale facilmente interpretabile come una “denuncia” nei confronti di chi confeziona le proprie interviste scambiando domande e risposte via email.
Il messaggio può essere travisato, come del resto le intenzioni di chi scrive. Ma per uno strano effetto suscitato in me da quelle parole (forse perché mi capita spesso di concordare interviste in cui lo scambio avviene via email), quello che ho percepito più di tutto il resto è stata la contrapposizione tra i termini chiacchierata e email. Continua a leggere

Ascolto, Fiducia, Conversazione. Ricomincio da tre

I mercati sono conversazioni

Inizia così il Cluetrain Manifesto, un invito all’azione dedicato alle imprese che operano in mercati interconnessi. Un incipit impegnativo.
Questa prima tesi (delle 95 incluse nel manifesto) fa entrare subito in tema, a gamba tesissima.
Ci parla a viso aperto e a fari accesi, ci aiuta a capire qual è l’obiettivo (per un’azienda e per le persone) del fare rete e del saperci restare innescando dialogo e confronto.  Continua a leggere

#GalateoLinkedIn – Quando il bon ton non è solo scegliere la forchetta giusta

Quando si comincia a mangiare, e sulla tavola ci sono tante posate tra le quali scegliere, il galateo impone di procede dall’esterno verso l’interno.
Su LinkedIn si dovrebbe procedere invece dall’interno verso l’esterno. Dovrei chiedermi: Cosa ho da dire? Come posso dirlo al meglio? Come posso lavorare su di me per avere un confronto ricco con le persone?
Riflettere sul modo di vivere la rete non significa filtrare i pensieri o fingere ma adoperare una grande dote: la capacità di scegliere.
LinkedIn non centra nulla con la posizione di forchette, cucchiai e coltelli. Non riguarda nemmeno le norme di bon ton al ristorante e non ci serve per decidere se va bene pagare alla romana.
Allora perché parlare di galateo per definire il nostro modo di comportarci sul social network dei contatti professionali? Continua a leggere

Come gestire le richieste di amicizia se sei un professionista?

Come dovrebbe comportarsi un professionista di fronte alle richieste di collegamento su Facebook? Il web ci offre un grande ventaglio di strumenti e ciascuno decide come gestirli.
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