Denigrare gli altri rimpicciolisce noi e ciò che scriviamo

Tempo fa una professionista che si occupa di scrittura e copywriting presentò online, e con orgoglio, un’intervista che aveva appena rilasciato. Lo fece affermando che si era trattato di una lunga chiacchierata e non di un elenco di domande a cui rispondere via email.
Un paragone, questo, che lasciava intendere il piacere di aver avuto quello scambio ma che portava con sé un’opinione personale facilmente interpretabile come una “denuncia” nei confronti di chi confeziona le proprie interviste scambiando domande e risposte via email.
Il messaggio può essere travisato, come del resto le intenzioni di chi scrive. Ma per uno strano effetto suscitato in me da quelle parole (forse perché mi capita spesso di concordare interviste in cui lo scambio avviene via email), quello che ho percepito più di tutto il resto è stata la contrapposizione tra i termini chiacchierata e email. Continua a leggere

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Ascolto, Fiducia, Conversazione. Ricomincio da tre

I mercati sono conversazioni

Inizia così il Cluetrain Manifesto, un invito all’azione dedicato alle imprese che operano in mercati interconnessi. Un incipit impegnativo.
Questa prima tesi (delle 95 incluse nel manifesto) fa entrare subito in tema, a gamba tesissima.
Ci parla a viso aperto e a fari accesi, ci aiuta a capire qual è l’obiettivo (per un’azienda e per le persone) del fare rete e del saperci restare innescando dialogo e confronto.  Continua a leggere

#GalateoLinkedIn – Quando il bon ton non è solo scegliere la forchetta giusta

Quando si comincia a mangiare, e sulla tavola ci sono tante posate tra le quali scegliere, il galateo impone di procede dall’esterno verso l’interno.
Su LinkedIn si dovrebbe procedere invece dall’interno verso l’esterno. Dovrei chiedermi: Cosa ho da dire? Come posso dirlo al meglio? Come posso lavorare su di me per avere un confronto ricco con le persone?
Riflettere sul modo di vivere la rete non significa filtrare i pensieri o fingere ma adoperare una grande dote: la capacità di scegliere.
LinkedIn non centra nulla con la posizione di forchette, cucchiai e coltelli. Non riguarda nemmeno le norme di bon ton al ristorante e non ci serve per decidere se va bene pagare alla romana.
Allora perché parlare di galateo per definire il nostro modo di comportarci sul social network dei contatti professionali? Continua a leggere

Come gestire le richieste di amicizia se sei un professionista?

Come dovrebbe comportarsi un professionista di fronte alle richieste di collegamento su Facebook? Il web ci offre un grande ventaglio di strumenti e ciascuno decide come gestirli.
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Web reputation. C’è una via di mezzo tra i selfie di famiglia e l’articolo scientifico?

L’esigenza di mostrare è figlia del nostro tempo e dei dispositivi tecnologici di comunicazione.
Dalla natura e dal numero di contenuti che osserviamo online, è evidente che decidere di non mostrare il proprio privato farebbe sperimentare ad alcuni una frustrazione tale da guidare la conseguente scelta di sfogarsi mostrando.
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Help recruiters find you. Mettete fiori nei vostri profili

Help recruiters find you è uno slogan che ho letto molte volte navigando in rete.
Questa frase mi ha fatto riflettere sul modo in cui costruiamo le nostre identità digitali e ci rendiamo visibili ai recruiters, cioè ai selezionatori con i quali un giorno potremmo ritrovarci a sostenere un colloquio di lavoro.
L’attenzione e la cura del sé digitale vale per chi cerca lavoro ma è fondamentale anche per selezionatori e professionisti che, a vario titolo, popolano le piattaforme social. Attraverso il loro profilo digitale queste persone comunicano un brand, definiscono la propria social reputation e mostrano competenza nel settore di riferimento.
Senza considerare il fatto che parlare a nome di un brand influisce molto sulla reputazione stessa dell’azienda e il professionista consapevole sa quanto conti la comunicazione online per diventare ambasciatore di sane abilità comunicative e della vision aziendale.
Il significato della frase Help recruiters find you è semplice: aiuta i recruiters a trovarti. Perché dovremmo aiutarli a trovarci? Perché il recruiter, in fase di selezione, valuta anche l’abilità del candidato di comunicare efficacemente in rete e ciò che legge sul suo profilo personale potrebbe piacergli oppure inorridirlo.  Continua a leggere