Avanti c’è un post. Mark Mc Candy dispensatore di buonumore

Voglio scriverti un articolo di carta, Mark.
Sì, uno di quelli che puoi sfogliare con le dita unte di olio extravergine di oliva mentre cuoci le zucchine cantando Sono una donna, non sono una santa.
Voglio scriverti un articolo di carta che tu possa declamare mentre scendi le scale tra un Ti lascerò di Fausto Leali e una canzone della Pavone.
Voglio scriverti un articolo di carta cercando di imitarti e sapendo che da te ho sempre tanto, troppo da imparare. Continua a leggere

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Recommendation scritte come il libro Cuore? Edmondo cosa hai combinato!

Seguendo le orme di Raymond Queneau e dei suoi Esercizi di stile, propongo alcune delle modalità di scrittura di una recommendation (la segnalazione, spesso confusa con l’endorsement): un tipo di testo utilizzato nelle lettere di referenze (e anche su LinkedIn) per evidenziare le competenze professionali e tessere le lodi di qualcuno.
Immaginando che la segnalazione di una stessa persona possa essere scritta da persone diverse con scopi differenti, si può pensare al modo in cui la recommendation verrebbe scritta dall’amico del cuore, da un compagno di scuola media, da un genitore (di parte), da un collega, dal fidanzato, da un follower Instagram, da qualcuno che deve ricambiare un favore, da un poeta che vuole suscitare commozione nelle aziende, da un anonimo che scrive citazioni da cioccolatino.
Divertitevi a immaginare con me come cambierebbe una recommendation a seconda di chi la scrive.

Mi sono innamorata di Annamaria Testa. Leggerla è argento vivo per la mente

Da quando ho scoperto il sito Nuovo e Utile di Annamaria Testa ne traggo spunti sempre nuovi.

Come indica la sua biografia, Annamaria Testa “si occupa di comunicazione e di creatività. Alla professione di consulente per le imprese affianca una intensa attività di scrittura come blogger e saggista e oltre vent’anni di docenza universitaria”. Continua a leggere

La mail che accompagna il CV: mini-guida alla scrittura efficace

A proposito di professioni, questo articolo è un ottimo spunto per capire come impostare la mail che accompagna la propria candidatura.
Puntare sui contenuti significa anche tornare a dare alla scrittura il peso e l’importanza che merita.

Laura

Differenziati e incuriosiscimi!

Questo è quello che ti invito a fare quando decidi di scrivere a me e a qualsiasi altra persona, recuirter o manager, a cui invii il tuo Curriculum.
Hai a disposizione più possibilità per attirare la mia attenzione ancora prima che con i contenuti specifici del CV, su cui, lo sappiamo bene, si può giocare solo fino a un certo punto.

Puoi usare:

  1. l’oggetto della mail
  2. il messaggio dentro la mail
  3. la tua presentazione, in forma di lettera a parte o di sintesi che si inserisce tra i dati anagrafici e tutto il resto (io consiglio questa seconda scelta quando si invia il CV in Italia)
  4. la forma grafica del CV
  5. la forma fisica del CV (questo non è per tutti ma c’è comunque buon margine di fantasia)

IL MESSAGGIO DELLA MAIL: A COSA SERVE?

Ora, senza voler andare in cerca di cose difficili e poco maneggevoli…

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A che servono gli elenchi?

Nella Fenomenologia di Mike Bongiorno Umberto Eco scriveva:

Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti.

Fatte le dovute distinzioni, noto un non so che di fenomenologia anche nella pratica di scrivere contenuti sotto forma di check-lists, per punti chiave, per elenchi. Continua a leggere