Novelle Artigiane: il lavoro è un viaggio alla scoperta di noi stessi. L’autore il 16 novembre a Bari

Cosa ti fa restare sveglio di notte? Chi soffre d’insonnia potrebbe rispondere “l’impossibilità di addormentarmi”. Chi ha problemi di digestione invece potrebbe dire “ciò che mi impedisce di dormire è l’acidità dovuta alla cena che mi è rimasta sullo stomaco”.
Ma esiste anche una risposta diversa a questa domanda. E la risposta diversa è declinabile con il termine Passione, che poi è indiscutibilmente legata alla parola Lavoro e alle gemelle Impegno e Ricerca. Ma non è solo questo lo spirito vitale da extrasistole che a volte ci impedisce di chiudere occhio.
La volontà di rinunciare al sonno per continuare a scrivere, a leggere, a preparare qualcosa di importante può dipendere dall’avvicinarsi di un evento o di un passaggio decisivo della nostra vita. Per me quello spirito di abnegazione da scarso sonno è incarnato nella scrittura, per un’altra persona potrebbe essere racchiuso nella preparazione del ragù della domenica, per qualcun altro nella lettura di un libro da cui non riesce a schiodarsi, per altri nella realizzazione di una sedia o di un mobile.

Il libro Novelle Artigiane arriva a Bari il 16 novembre con il suo autore Vincenzo Moretti, che ci parlerà dei volti del lavoro racchiusi nel suo racconto. Questa per me, da un po’ di settimane, rappresenta una delle risposte alla domanda: cosa ti fa restare sveglio di notte?  Continua a leggere

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Quando la rabbia ti salva e scrivi la prima strofa della tua My Way

Quello che non ho è di farla franca
quello che non ho è quel che non mi manca

Allontanarsi dagli altri ma anche da se stessi, guardarsi con distacco, sperimentare un punto di vista diverso. Può essere difficile ma è uno sforzo ripagato.

Io sto bene quando sto lontano da me

All’inizio ci si può allontanare con amarezza da sé e dagli altri, quasi come se il distacco fosse un fallimento o l’ammissione di un errore che abbiamo commesso. Dopo questa fase, però, allontanarsi diventa terapeutico.  Continua a leggere

Denigrare gli altri rimpicciolisce noi e ciò che scriviamo

Tempo fa una professionista che si occupa di scrittura e copywriting presentò online, e con orgoglio, un’intervista che aveva appena rilasciato. Lo fece affermando che si era trattato di una lunga chiacchierata e non di un elenco di domande a cui rispondere via email.
Un paragone, questo, che lasciava intendere il piacere di aver avuto quello scambio ma che portava con sé un’opinione personale facilmente interpretabile come una “denuncia” nei confronti di chi confeziona le proprie interviste scambiando domande e risposte via email.
Il messaggio può essere travisato, come del resto le intenzioni di chi scrive. Ma per uno strano effetto suscitato in me da quelle parole (forse perché mi capita spesso di concordare interviste in cui lo scambio avviene via email), quello che ho percepito più di tutto il resto è stata la contrapposizione tra i termini chiacchierata e email. Continua a leggere

Una società correttamente informata è una società libera – Intervista a Dionisio Ciccarese

La professionalità è una brezza leggera che emerge nei fatti. Solitamente chi la possiede la dimostra anche nelle interazioni uno a uno rispettando il lavoro e le competenze di tutti.
Ho scoperto queste cose entrando in contatto con varie persone e individuando le caratteristiche umane imprescindibili che per me rendono una persona un professionista.
Ho avuto il piacere di intervistare Dionisio Ciccarese, giornalista e attualmente Direttore di EPolis Bari, e ho compreso il valore di gentilezza, rispetto e professionalità.

Per tutte le altre considerazioni che ci siamo scambiati, rimando alla lettura dell’intervista.  Continua a leggere

La scrittura scava in te come un coltello. Impiega mesi e sopravvive al tempo

Chi vuole scrivere impari prima a leggere.

Leggere tra le righe, leggere nei moti perpetui della mano e del cuore. Andare oltre.
Saper leggere (e scrivere) non vuol dire arrivare all’ultima pagina di un romanzo o ricordarne a memoria ogni parola o capitolo. Leggere per me vuol dire saper guardare.
E questo non lo penso solo perché sono una di quelle persone che preferiscono scrivere e accumulano libri che poi impiegano anni a leggere.

Ho avuto il mio incontro folgorante con la scrittura quando ero molto piccola.
La scrittura è una nobile arte ed è per tutti, il che non significa che tutti la sappiano adoperare ma vuol dire che tutti ci possono provare e sperimentare l’istinto di mettere se stessi su un foglio spulciando in ogni increspatura della propria essenza le parole perse e quelle ritrovate.  Continua a leggere

Il mio #PlayCopy 2018

Un workshop, una lezione, un corso, una formazione in pillole sul copywriting da seguire anche seduta a casa in ciabatte.
Play Copy 2018 è stato tutto questo per me. Una giornata in cui imparare e di cui conservare un piacevole ricordo, gli appunti, le slide, i video, gli screenshot della diretta streaming.

L’immagine del copy con le fattezze di uno spaventapasseri, bianco in volto e ricurvo, accecante per il suo pallore tipico da foglio bianco, è la metafora con cui Valentina Falcinelli ha aperto l’appuntamento di quest’anno con copywriters e cultori della scrittura.
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Avanti c’è un post. Mark Mc Candy dispensatore di buonumore

Voglio scriverti un articolo di carta, Mark.
Sì, uno di quelli che puoi sfogliare con le dita unte di olio extravergine di oliva mentre cuoci le zucchine cantando Sono una donna, non sono una santa.
Voglio scriverti un articolo di carta che tu possa declamare mentre scendi le scale tra un Ti lascerò di Fausto Leali e una canzone della Pavone.
Voglio scriverti un articolo di carta cercando di imitarti e sapendo che da te ho sempre tanto, troppo da imparare. Continua a leggere