La paghetta non paga

A 24 anni, alla vigila della mia laurea specialistica, pagai la rilegatura della tesi con gli ultimi soldi che avevo da parte. Ma quella piccola cifra non bastava così vendetti al banco dei pegni alcuni ammennicoli ricevuti in regalo per la mia prima comunione.
Gioiellini di poco valore mai utilizzati e dai quali non avrei potuto ricavare molto ma quanto mi sarebbe bastato per pagare la rilegatura, un piccolo aperitivo per pochi amici, la torta, le candeline a forma di lettere per riprodurre la scritta “Dottoressa Ressa” e vantarmi con un po’ di autoironia. Continua a leggere

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Ascolto, Fiducia, Conversazione. Ricomincio da tre

I mercati sono conversazioni

Inizia così il Cluetrain Manifesto, un invito all’azione dedicato alle imprese che operano in mercati interconnessi. Un incipit impegnativo.
Questa prima tesi (delle 95 incluse nel manifesto) fa entrare subito in tema, a gamba tesissima.
Ci parla a viso aperto e a fari accesi, ci aiuta a capire qual è l’obiettivo (per un’azienda e per le persone) del fare rete e del saperci restare innescando dialogo e confronto.  Continua a leggere

#GalateoLinkedIn – Quando il bon ton non è solo scegliere la forchetta giusta

Quando si comincia a mangiare, e sulla tavola ci sono tante posate tra le quali scegliere, il galateo impone di procede dall’esterno verso l’interno.
Su LinkedIn si dovrebbe procedere invece dall’interno verso l’esterno. Dovrei chiedermi: Cosa ho da dire? Come posso dirlo al meglio? Come posso lavorare su di me per avere un confronto ricco con le persone?
Riflettere sul modo di vivere la rete non significa filtrare i pensieri o fingere ma adoperare una grande dote: la capacità di scegliere.
LinkedIn non centra nulla con la posizione di forchette, cucchiai e coltelli. Non riguarda nemmeno le norme di bon ton al ristorante e non ci serve per decidere se va bene pagare alla romana.
Allora perché parlare di galateo per definire il nostro modo di comportarci sul social network dei contatti professionali? Continua a leggere

L’attesa delle ferie è essa stessa le ferie?

Agognate, programmate, evidenziate con il pennarello colorato sul calendario.
Sono le ferie: bramato oggetto del desiderio, a volte sfuggenti, sempre troppo lontane, una meta immaginata e idealizzata durante l’anno.
Rappresentano il più lungo periodo nel quale concedersi un distacco da scadenze e responsabilità lavorative.
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Recommendation scritte come il libro Cuore? Edmondo cosa hai combinato!

Seguendo le orme di Raymond Queneau e dei suoi Esercizi di stile, propongo alcune delle modalità di scrittura di una recommendation (la segnalazione, spesso confusa con l’endorsement): un tipo di testo utilizzato nelle lettere di referenze (e anche su LinkedIn) per evidenziare le competenze professionali e tessere le lodi di qualcuno.
Immaginando che la segnalazione di una stessa persona possa essere scritta da persone diverse con scopi differenti, si può pensare al modo in cui la recommendation verrebbe scritta dall’amico del cuore, da un compagno di scuola media, da un genitore (di parte), da un collega, dal fidanzato, da un follower Instagram, da qualcuno che deve ricambiare un favore, da un poeta che vuole suscitare commozione nelle aziende, da un anonimo che scrive citazioni da cioccolatino.
Divertitevi a immaginare con me come cambierebbe una recommendation a seconda di chi la scrive.

Un bravo recruiter non cataloga le Persone. Intervista a Osvaldo Danzi

Lo spazio dedicato alle interviste nasce con l’obiettivo di approfondire vari argomenti attraverso la voce degli esperti.
Io e Osvaldo Danzi, recruiter, fondatore della community FiordiRisorse e editore di SenzaFiltro, ci siamo confrontati in una piacevole chiacchierata approfondendo il tema delle Umane Risorse.
Ecco il risultato del nostro confronto. Continua a leggere

Tu vuo’ fa’ l’HR? Quale futuro per la professione di recruiter

In Italia il settore professionale delle Risorse Umane è spesso affollato e confusionario.
Lo appuro quando sento tanti candidati lamentarsi delle modalità con le quali vengono condotti i colloqui di selezione.
Alla base del malcontento c’è la convinzione che tutti possano ambire a lavorare sulle persone? L’improvvisazione è la chiave di volta?
Per qualcuno forse sì e può aprire tante porte: siamo tutti psicologi, siamo tutti un po’ creativi, siamo tutti il cugino bravo.
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