Una società correttamente informata è una società libera – Intervista a Dionisio Ciccarese

La professionalità è una brezza leggera che emerge nei fatti. Solitamente chi la possiede la dimostra anche nelle interazioni uno a uno rispettando il lavoro e le competenze di tutti.
Ho scoperto queste cose entrando in contatto con varie persone e individuando le caratteristiche umane imprescindibili che per me rendono una persona un professionista.
Ho avuto il piacere di intervistare Dionisio Ciccarese, giornalista e attualmente Direttore di EPolis Bari, e ho compreso il valore di gentilezza, rispetto e professionalità.

Per tutte le altre considerazioni che ci siamo scambiati, rimando alla lettura dell’intervista.  Continua a leggere

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Tastiera, mani o esseri umani? La miglior macchina che io conosca vive e respira

Racconta la tua macchina è la proposta che Vincenzo Moretti ha lanciato su Nòva24 per invitarci a raccontare il rapporto che ciascuno ha con la propria macchina di lavoro, qualunque essa sia: dal computer al trattore, dal tornio all’intelligenza artificiale, dalla scavatrice al robot.
Cosa amiamo e cosa non ci piace della macchina con cui lavoriamo? Continua a leggere

#LavoroNarrato – È tempo di fare bene le cose perché è così che si fa

Il lavoro nobilita l’uomo. L’uomo nobilita il proprio lavoro.
Questi due concetti, messi in ordine di priorità, andrebbero invertiti poiché molto spesso affidiamo tutto il potere nobilitante a un’attività che non lo è finché non siamo noi stessi a renderla nobile.

Dunque, se invertiamo la visione comune, ci rendiamo conto che è l’uomo a nobilitare il lavoro mettendo nelle proprie mani tutta l’esperienza, i sogni che si avverano, le conquiste, gli obiettivi da realizzare. L’uomo nobilita ciò che fa, per lo stesso principio secondo cui non sono gli strumenti a determinare l’esito delle nostre azioni ma il modo in cui decidiamo di usarli.
Un coltello può uccidere ma anche intagliare il legno. Il lavoro può farci sopravvivere se svolto tanto per far passare la giornata, ma solo quando il lavoro è ben fatto ci fa sentire soddisfatti di noi e degli obiettivi ai quali riusciamo ad ambire. È una questione di scelte: il modo in cui facciamo le cose determina la nostra identità.  Continua a leggere

Il vero valore di un’azienda sono le persone – Intervista a Mariarita Costanza

Ingegnere elettronico, imprenditrice e madre nella vita. Sogna la Murgia Valley alla testa di Macnil Gruppo Zucchetti.
Il suo motto: “Nulla è impossibile a meno che tu pensi che lo sia”.

Comincia con queste parole il focus su Mariarita Costanza che spicca nella homepage del sito Macnil insieme a un primo piano contornato dal paesaggio di Gravina, sua città natale e sede dell’azienda.

Laureatasi nel 2001 in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Bari, con il marito e socio in Macnil, Nicola Lavenuta, ha da subito deciso di affrontare una grande sfida: non emigrare ma creare un’azienda di Information Technology a Gravina in Puglia.
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Mariarita Costanza

Oggi Mariarita gestisce un gruppo di ricercatori, progettisti e sviluppatori software in qualità di Direttore Tecnico di Macnil, azienda del Gruppo Zucchetti che opera nei settori informatico, elettronico e delle telecomunicazioni ed è specializzata nello sviluppo di Progetti M2M e IoT.
Dell’azienda fa parte anche GT Alarm, con sede a Varese, partner delle più grandi case automobilistiche mondiali da oltre 25 anni.

 

Mariarita ha creduto nella sfida di riuscire a fare impresa in un territorio in cui la vocazione agricola è sempre stata dominante. In questa sfida non ha mai perso il legame con le origini, credendo fortemente nel progetto che aveva in mente.

Le ho chiesto di confrontarci su alcuni temi: le competenze e i valori nel lavoro e nella vita, le persone e i ruoli professionali, l’innovazione, i luoghi comuni sulle identità di genere e territoriali, il mito della vocazione imprenditoriale.

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Coerenza, potenziale, empatia. Il viaggio di un HR nelle vite degli altri parte da lì

Quelle di Nicolae Tonitza sono pennellate potenti, nei suoi fiori rossi lo sguardo si perde. Un’intervista è come un tuffo degli occhi in quelle pennellate: un’immersione in un dipinto in cui entra in gioco la comprensione di un’altra persona e la possibilità di raccontare la sua storia.
Quella che leggerete nelle prossime righe è l’intervista a Daniela Chiru, HR Specialist cresciuta al crocevia fra due culture e con la passione per arte, letteratura e viaggi.
Daniela mi ha raccontato il suo viaggio nelle persone, un viaggio che abbiamo dipinto a 4 mani.

La scrittura è stato il nostro principale mezzo di comunicazione: ci ha permesso di scandire i tempi e di prestare ascolto ai feedback. Le parole sono state strumento per definire ritmi e immagini attraverso cui raccontare questa storia.
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Gli errori del singolo non sono errori del gruppo

C’è una canzone famosa che dice “Non ho visto nessuno andare incontro a un calcio in faccia con la tua calma e indifferenza: sembra quasi che ti piaccia”.
Mi fa pensare a quanto possa essere difficile andare incontro a un calcio in faccia (metaforico) e a quanto sia arduo trovare chi dica “Chiedo scusa, ho fatto un errore e me ne assumo la responsabilità”.
Conoscere chi sa abbracciare le conseguenze dei propri sbagli avviene con la stessa frequenza con cui capita di incontrare Bigfoot.
Tuttavia non è impossibile trovare persone così sulla propria strada: le vie dell’ammissione di colpevolezza sono infinite. Continua a leggere

La paghetta non paga

A 24 anni, alla vigilia della mia laurea specialistica, pagai la rilegatura della tesi con gli ultimi soldi che avevo da parte. Ma quella piccola cifra non bastava così vendetti al banco dei pegni alcuni ammennicoli ricevuti in regalo per la mia prima comunione.
Gioiellini di poco valore mai utilizzati e dai quali non avrei potuto ricavare molto ma quanto mi sarebbe bastato per pagare la rilegatura, un piccolo aperitivo per pochi amici, la torta, le candeline a forma di lettere per riprodurre la scritta “Dottoressa Ressa” e vantarmi con un po’ di autoironia. Continua a leggere