#lavorobenfatto e il dialogo con Vincenzo Moretti su Talento, Organizzazione, Contesto

Sul blog #lavorobenfatto di Nòva 24 Vincenzo Moretti ha scritto:
“Il tema […] è il rapporto tra il talento, l’organizzazione e il contesto, da cui è nato l’acronimo TOC. Se il talento delle persone è il punto di partenza […] altrettanto importante è la qualità delle organizzazioni, dato che solo in strutture di altissimo livello il talento può esprimersi compiutamente. Infine c’è il contesto, cioè la cultura, le risorse, l’insieme di reti materiali e immateriali che caratterizzano un determinato ambiente o territorio.”

Stimolate da questa chiamata all’azione, le riflessioni dei lettori si stanno susseguendo trovando ampio spazio tra le parole di Vincenzo e nelle righe del suo blog. Così ho aperto la mia casella di posta e ho cominciato a scrivere anch’io cullata dal ricordo delle storie di talento che ho incrociato lungo la strada.  Continua a leggere

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Una vignetta non si deve spiegare neanche sotto tortura – Intervista a Fabio Magnasciutti

Quando si osserva un’illustrazione o una vignetta, non è sempre facile comprendere o anche solo intuire il vissuto dell’artista. Dietro c’è molto di quello che appare nel tratto della matita ma c’è anche molto altro: quasi un tumulto, un movimento costante e interiore che sfugge alla percezione dell’immagine. Quella presentata nelle righe che seguono è un’immersione nei colori e nell’inchiostro, un’occasione per comprendere l’arte di Fabio Magnasciutti, illustratore, ma anche per umanizzare i suoi lavori e sentirli più vicini, come se di quel mondo fatto di tracce a matita facessi parte anch’io.

Senza scadere in elogi mielosi, lascio subito spazio alle mie domande e alle sue risposte che si alternano in un confronto su arte, lavoro e urgenze artistiche e personali.
Le domande sono 13 (per sfidare la sorte) e ogni risposta è corredata da un’illustrazione di Fabio.  Continua a leggere

Occhi accoglienti, animo attento. Ketty: dolce ricordo di vivida empatia

Quel che ricordo di Ketty Volpe è racchiuso in un pranzo di qualche anno fa. Era il 2014, forse il 2013: io non conoscevo lei e lei non conosceva me. Il nostro anello di congiunzione era sua sorella Francesca, con la quale condividevo l’esperienza del canto corale.
Ci ritrovammo casualmente sedute una accanto all’altra io e Ketty e di quel giorno ricordo la curiosità che luccicava nei suoi occhi, la curiosità di ascoltare la mia storia e la mia vita seppur in quel frangente limitato.  Continua a leggere

Tutti abbiamo bisogno di una mano che ci stringa. Tutti abbiamo paura

Ci abituiamo a pensare che al nostro vicino non importi nulla di noi. Ma non sempre questo è vero.
Se hai paura degli aerei e, mentre sei in volo, ti guardi attorno impaurita, prima o poi incrocerai lo sguardo di qualcuno che cerca di calmarti.
Questo avviene soprattutto se l’aereo è pieno. Più difficile che avvenga se attorno a te ci sono posti vuoti: in quei casi, per la legge dei grandi numeri, i passeggeri ignorano le tue paturnie per dedicarsi ad altre attività tipo dormire, leggere, ascoltare musica.
E come biasimarli!

A chi non ha paura di volare queste riflessioni da paurosa cronica faranno sorridere, eppure la paura non è un sentimento che riguarda solo alcuni tra noi e non attiene solo agli aerei. Continua a leggere

Siamo leve vulnerabili, ma pur sempre leve

Il testo “Siamo vulnerabili”, scritto da Vincenzo Risi, è apparso su Nòva all’interno del blog di Vincenzo Moretti #lavorobenfatto.

Quando si parla di lavoro e di futuro Vincenzo Moretti è sempre lì in ascolto e quindi, come spesso accade, anche su questo tema ha dato ampio spazio alle considerazioni dei lettori. Ne è nato uno scambio collettivo di pareri e visioni sulle presunte colpe dei nostri genitori, su una società spesso rea di non fornire ai giovani gli strumenti per farsi valere ed esprimere le proprie potenzialità, sul futuro che ci attende.
Questo incontro di idee ha suscitato anche in me sentimenti e riflessioni che si sono propagati nel corso dei giorni.
Ecco il mio contributo a quella bellissima riflessione collettiva su una generazione vulnerabile (o forse soltanto molto impaurita).  Continua a leggere

Tastiera, mani o esseri umani? La miglior macchina che io conosca vive e respira

Racconta la tua macchina è la proposta che Vincenzo Moretti ha lanciato su Nòva24 per invitarci a raccontare il rapporto che ciascuno ha con la propria macchina di lavoro, qualunque essa sia: dal computer al trattore, dal tornio all’intelligenza artificiale, dalla scavatrice al robot.
Cosa amiamo e cosa non ci piace della macchina con cui lavoriamo? Continua a leggere

Padre: il fischio di un treno che parte, le rime di una canzone

Ho conosciuto un padre.
Sorriso che si allarga generoso come una brioche aperta tra le mani, battuta sempre pronta ad esser tirata fuori dalle pieghe della tasca, animo buono e senza vanto come la luce che irrora le stanze nelle mattine di luglio inoltrato.
Le spalle curve sono ereditate dal passato, gli occhi vispi si avvinghiano al futuro perché vogliono una nuova strada da lastricare.

Se provo a pensare a un padre, penso a lui: il suo sguardo accogliente e familiare è la prima immagine che adesso si materializza se chiudo gli occhi.
Un padre come tanti, non il mio ma in qualche modo anche il mio. Continua a leggere