“Una domanda è fior di virtù”​ – Intervistare gli altri per scandagliare se stessi

Da qualche anno grazie a questo blog mi sono appassionata alle interviste, una forma per me nuova che sto sperimentando e che mette in relazione la mia scrittura con quella di altre persone o che prevede la modalità di intervista telefonica e successiva sbobinatura e editing.
Qui vi racconto alcuni passi chiave del mio processo di avvicinamento all’intervista: come ho cominciato, perché, come imposto le domande, quanto mi informo sulle persone che intervisto. Chissà, magari può tornarvi utile se domani scoprirete che anche a voi piace intervistare le persone. Oppure già lo fate o ci vorreste provare? Continua a leggere

Allinea pianeti e crede nel funnel of love – Intervista a Cristiano Carriero

“Ogni azienda ha una storia da raccontare” – scrive – e infatti lui quelle storie le racconta.
Cristiano Carriero aiuta imprese e imprenditori a raccontarsi. Storyteller e Digital PR, co-fondatore de La Content Academy e di Martin Brandothe storytelling company. Giornalista e blogger, scrive di calcio, cultura e lavoro. Collabora con le aziende in progetti di narrazione. Ha pubblicato, per Hoepli, Facebook Marketing, Content Marketing, Facebook for Dummies, Local marketing, Mobile Working e Facebook Marketing Pro. Si allena a trovare tempo per tutto, non sta mai fermo. E poi fa anche altre cose più vicine a noi comuni mortali tipo cuocere i legumi e preparare le friselle… più in fondo scoprirete perché parlo proprio di legumi e friselle. Ma soprattutto Cristiano allinea pianeti (come ha scritto sul suo profilo Facebook), crede che il marketing si possa fondare sul funnel of love e che “per scrivere bene non basta aver fatto il classico”.

Chi è Cristiano Carriero? Se ancora non lo sapete, godetevi questa intervista. Vi consiglio di godervela anche se lo conoscete già. Continua a leggere

Quando fai qualcosa che ti piace, si nota

Negli ultimi due anni ho organizzato tre presentazioni letterarie nella mia città, Bari.

Nessun accordo con case editrici, nessun costo da sostenere per i luoghi in cui le presentazioni si sarebbero tenute, nessun costo per ospitare gli autori nella mia città. Non di rado le persone mi hanno chiesto “come hai fatto?”

Non è questione di rincorsa al risparmio o di mancato compenso per i professionisti coinvolti: in fondo la presentazione è anche un’occasione di vendita per l’autore, la possibilità di portare in giro il proprio libro. Non avendo sponsor e non potendo io sostenere personalmente spese per eventi simili, ho pensato che provare a realizzare in autonomia e senza budget la presentazione di un libro fosse un modo etico per divulgare conoscenza. Continua a leggere

La storia di Natale e le epifanie sul concetto di lavoro

Aveva appena 12 anni e mezzo Natale quando, non sapendo quale rischio correva, infilò nell’impastatrice la mano che andò a finire esattamente tra le lame.
Si procurò così un grosso taglio, un intervento chirurgico per salvare la mano e 13 punti di sutura. All’epoca lavorava in un panificio e cominciava ad imparare il mestiere di panettiere dopo aver lavorato per due anni come garzone delle consegne trasportando, sulle spalle, grossi cesti carichi di pane e altri prodotti.

Quella mano ferita dalle lame dell’impastatrice oggi funziona bene: “Fu bravo il chirurgo!” racconta mostrandomi il segno della cicatrice vicino al polso sinistro. Mentre lo dice, muove la mano e le dita per farmi vedere che non ha subito nessun danno alla mobilità.

Natale, classe 1954, è un uomo semplice. Parla pacatamente, cammina piano, ha la schiena un po’ curva per i segni che il tempo e 60 anni di lavoro gli hanno lasciato addosso come eredità. Quella che vi racconto qui è una storia di fatica, di pazienza, di tempo che passa, di quotidianità semplice, di fiducia che le cose si aggiustino, di riconoscenza e accettazione sincera di tutto quello che la vita porta o toglie. Continua a leggere

Dal muro della pallavolo ai muri della vita, dallo sport all’azienda – Intervista a Maurizia Cacciatori

Maurizia Cacciatori, dopo una lunga carriera da pallavolista che le ha regalato molti traguardi, si occupa attualmente di comunicazione e tiene corsi di formazione e attività di team building in azienda.
Si descrive così: “La mia vita è stata dedicata allo sport ad alta competizione. Ho indossato per 12 anni la maglia della Nazionale Italiana di pallavolo, con 228 presenze in azzurro vincendo titoli e premi a livello internazionale. Esserne stata la capitana ha significato mettermi in gioco, assumermi responsabilità, gestire lo stress, allenare l’empatia e saper adattare il mio Team al cambiamento. Lo sport mi ha insegnato che la comunicazione e l’obiettivo condiviso sono l’essenza di una squadra vincente.”

Maurizia ha vinto 4 Scudetti Italiani, 3 Supercoppe Italiane, 4 Coppe Italia, 1 Scudetto Spagnolo, 1 Copa de la Reina, 1 Coppa CEV, 3 Champions League, Oro ai Giochi del Mediterraneo, 2 Argenti e 1 Bronzo agli Europei. Nel suo curriculum anche la qualificazione alle Olimpiadi di Sidney 2000.

Cosa insegna lo sport? Quale impatto può avere nella vita di una persona e quanto la fa crescere? In che modo lo sport diventa maestro di vita e a che punto del percorso il mondo sportivo e quello aziendale si incontrano? Cosa possono trarre di utile le aziende dalle dinamiche sportive? Maurizia Cacciatori me lo racconta in questa intervista. Continua a leggere

Materiali di risulta

Si definiscono “materiali di risulta” i materiali provenienti da una demolizione, da uno scavo, oppure residui della lavorazione di una materia prima, che possono essere utilizzati per altri scopi (Treccani).

Questo termine mi è rispuntato tra le labbra mentre pensavo a tutto ciò che nel tempo ho scartato, a quei rami che sono caduti da soli o a quelle scorie che ho voluto io stessa recidere o riutilizzare in altro modo, o magari scartare e basta perché non era più tempo per loro di far parte del mio percorso. Perché era giunto il tempo di chiudere un paragrafo.
No, nessuna pulizia come quella che molti osannano quando fanno “pulizia contatti” sui social. Si tratta del naturale corso degli eventi, quello che accade quando realizzi che è essenziale anche imparare a scegliere per proseguire. Quando quello che sei comincia a coincidere – non solo a parole – con il percorso che persegui. Continua a leggere

Dal 99° al centesimo scalino. Appunti di un’allieva seduta sui gradini

Io un giorno voglio diventare Vincenzo Moretti, l’uomo che si è regalato la grande possibilità di fare ciò che gli piace.
A voi sembrerà che parli troppo spesso di Vincenzo, e forse avete pure ragione a pensarla così. Ma i valori e le idee che condivide trovano larga sponda in me e mi sembra di avere a che fare con un fratello maggiore che, quasi al pari del maestro Yoda, mi pone di fronte alla spinta di ricercare, di spostare sempre più in là l’asticella del mio limite, dei miei “non ce la faccio”, dei miei “non ne vale la pena”. Di fronte a quella spinta non posso restare ferma, sarebbe un peccato.
Vincenzo sa riconoscere le persone, ma soprattutto ha il grande merito di non vivere di auto-referenzialità, di sentirsi sempre un allievo, e dunque il lusso che nella vita si è concesso è quello di riconoscere i meriti, e darne atto traendone insegnamento. Qualità rara, rarissima.
Forse Vincenzo è la prima persona, dopo anni di scetticismo, che mi ha fatto credere di nuovo nella possibilità che il cambiamento in meglio provenga da ognuno di noi e che nessuno può tirarsi indietro di fronte a questa forza che abbiamo.
Fino al nostro ultimo respiro, nonostante le condizioni possano sembrarci avverse, dovremo rimboccarci le maniche e provare a cambiare o a migliorare almeno quel pezzo di mondo (o di vita) di cui siamo co-protagonisti. Continua a leggere

Notte del Lavoro Narrato 2020 – Storie semplici e straordinarie

La settima edizione della notte del lavoro narrato ci ha costretti alla distanza, ma non ha fermato i nostri racconti. Anzi, ha restituito al nostro #lavoronarrato un valore tutto nuovo, ritrovato, una comunità di persone che si sono incontrate in forme diverse per raccontare la propria idea di lavoro fatto bene.
Proviamo a seminare, ognuno come può e vuole. Non tanto per cambiare la testa degli altri o per cambiare il mondo, anche se sarebbe un obiettivo bello e ambizioso. Lo facciamo perché ci piace, perché ci fa sentire utili in qualche modo alla società e al futuro. Lo facciamo perché questo è il nostro contributo alla creazione di qualcosa di migliore, alla diffusione di racconti di lavoro ben fatto dai quali magari altre persone possano sentirsi ispirate.

Lo facciamo perché ognuno sceglie la propria forma di “lotta”, di risanamento del cuore, di rinascita, di scoperta dell’altro. Lo facciamo perché abbiamo disperatamente bisogno di qualcosa in cui credere ancora, e abbiamo bisogno di condividerlo con le persone. Con quelle che sanno coglierne subito il senso, e poi chissà forse anche con chi ancora quel senso non vuole, non può o non sa coglierlo. Continua a leggere

Notte del Lavoro Narrato 2020 – I protagonisti

Siamo vicini al 30 Aprile e proprio in un anno bisestile sfortunato in cui sembrava che la nostra notte avrebbe stentato a decollare, mi ritrovo qui piena di felicità da riversare nelle parole per presentarvi chi racconterà la propria esperienza di lavoro ben fatto, quel lavoro che dà un senso alla vita e non è fatto “tanto per far passare la giornata”, come ricorda spesso Vincenzo Moretti (padre della notte del #lavoronarrato).
In questo post vi racconto i protagonisti dell’edizione Frasivolanti. Ma tanti sono i gruppi Facebook e le persone che si sono attivate per rendere la notte del #lavoronarrato di quest’anno un incontro memorabile da ogni parte d’Italia.
Ognuno con i mezzi che può e vuole, ognuno con le storie che riesce a portare con libertà narrativa. Continua a leggere

Il lavoro agile e il coraggio di essere fedeli a se stessi

Sul mio tavolo da pranzo l’odore del caffè a fine giornata è ancora forte anche se la caffettiera non c’è, è distante relegata nel lavandino. L’aroma che si staglia qui però è ancora intenso come se il caffè fosse appena sgorgato dagli anfratti della moca, il profumo mi stringe il viso mentre scrivo ed è notte fonda. Forse le narici sono impazzite per via dell’ora tarda, gli odori modificati e resi più forti dall’essersi disabituati all’odore del fuori.
Questa è la nuova percezione di lavoro agile: quell’odore che mi riempie le narici da mattina a sera. Questa è la nuova dimensione in cui vivo, con la sensazione che gli orari non esistano più e che il tempo sia una linea infinita inframmezzata solo dai momenti che passo nel letto. Il tempo non ha inizio, non ha fine. Non capisci dove comincia il lavoro e dove finisci tu. Non capisci dov’è il fuori di dove e dove vada a tuffarsi il tempo quando tu ti tuffi sul cuscino. Non trovo la dimensione in cui sono, fluttuo come Matthew McConaughey in una scena di Interstellar, tra varie dimensioni possibili.
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