BreviPensieri #8: amare lo sport, amare se stessi

Cosa rappresenta lo sport per chi lo pratica e non riesce più a farne a meno?
Mi sono spesso posta questo interrogativo, a volte invidiando chiunque riuscisse, con passione e abnegazione, ad abbracciare una disciplina facendo della filosofia dello sport la colonna portante della propria vita.
Così ho pensato: se chiedessi a un atleta cosa prova quando si allena magari potrebbe scattare la scintilla anche in me.

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Ho scritto l’hashtag sulla sabbia

Oggi ho pensato a quanta strada facciamo in stato di semi incoscienza e a quanti traguardi invisibili scavalchiamo superando la paura del fiato corto.

Ci ho pensato gustando la bellezza dell’anonimato e dello storyomitting.
In una società liquida e liquefatta intrisa di storytelling, soprattutto personale, oggi ho pensato a cosa significhi amare e di-mostrare.
Il BrevePensiero Valentine’s edition è un inno agli apostrofi, ai punti interrogativi ed esclamativi.
Un invito alla condi-visione, cioè a condire una visione d’insieme senza fornire per forza i dettagli.
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BreviPensieri #7: studio di fattibilità “idiot-check”

Quando scrivo su internet ci penso, comincio a mettere insieme le frasi, poi cancello, riscrivo.
A volte ci dormo su e cestino di nuovo.
Scrivere è un’attività sottovalutata che necessita di matita e gomma, di una copia di bella e una copia di brutta come quando a scuola si scrivevano i temi di italiano. Allo stesso modo, anche sul web ciò che scriviamo parla di noi.
La scrittura ha un suo preciso respiro, non ha affanni. 
Le parole sono importanti, sono la nostra faccia. Trattiamole con cura. Curiamone il tratto e il tono.
Buon lunedì!
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BreviPensieri #4: il viaggio in autobus

Ecco un nuovo lunedì, il primo del 2017.
Gli avanzi sono in freezer, il panettone verrà mangiato a colazione per i prossimi tre mesi e nel cestino del pranzo abbiamo i carciofi fritti di Capodanno.
Riprendiamo il filo dei BreviPensieri da dove avevamo lasciato.
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BreviPropositi: buttare i soprammobili

Per salutare il 2016 che volge al termine mi servo di una metafora.
Il cammino di crescita di cui siamo protagonisti ci aiuta a vedere pian piano con maggior chiarezza, a smussare i nostri difetti, a riconoscere i nostri angoli oscuri, i coni d’ombra, i predicatori che razzolano male, gli errori del passato da non commettere di nuovo, la rabbia e l’invidia che si annidano nelle buone intenzioni, i compromessi che accetti quando sei piccolo e tutti ti sembrano universi affidabili simili a te.
Per ogni cosa esiste una stagione, lo dicevano anche i The Birds nella canzone Turn! Turn! Turn!, ed esiste un tempo per riflettere, guardarsi intorno e capire.
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