Ognuno porta in ciò che fa qualcosa di sé – Intervista alla redazione di Skakkinostri

Skakkinostri è il giornale studentesco del Liceo Scientifico Scacchi di Bari, che un po’ di anni fa è stata la mia scuola. Sono tornata tra i banchi del mio passato per conoscere la redazione e capire come si realizza oggi un giornale studentesco e come sia vissuto dagli studenti.

Compiendo un viaggio nel tempo dal 2002 al 2018 abbiamo cercato di capire cosa è cambiato rispetto al passato e cosa i ragazzi stanno costruendo per il loro presente da studenti e per il futuro.
Questa è l’intervista alla redazione 2018 di Skakkinostri. 


1) Come avete scoperto l’esistenza di Skakkinostri e perché avete deciso di far parte della redazione? 

Enrica: Ho scoperto Skakkinostri durante il terzo anno di scuola perché passò una circolare in cui si proponeva agli studenti di far parte della redazione. Decisi di farne parte insieme a una compagna di classe: lei si occupava dei disegni e io dei testi.

Marco: Anch’io sono entrato in redazione a seguito della circolare, mi avvicinai all’aula autogestita per conoscere il gruppo di redazione e capire se ci fosse posto per me che ho una grande passione per l’informatica.

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2) Quali sono i vostri compiti all’interno della redazione? 

Enrica: Io sono la direttrice e mi occupo della gestione generale. Marco è il vicedirettore e gestisce il blog di Skakkinostri, monta i video, impagina il giornale cartaceo. Flavio disegna e a volte contribuisce agli articoli sia per il giornale cartaceo che per il blog, Maria Pia scrive gli articoli e tutti nel gruppo di redazione forniamo idee, cerchiamo di dividerci i compiti e di organizzare il lavoro nella maniera migliore.

 
3) Come vi autogestite per portare a termine le fasi di realizzazione del giornale? 

Maria Pia: Ci vediamo ogni sabato alle 12 per la riunione di redazione. Decidiamo insieme il giorno in cui consegneremo il giornale completo per la stampa e ci aggiorniamo di volta in volta sui testi da scrivere e sui disegni con cui corredarli. Avere un incontro a cadenza fissa ci aiuta molto a portare avanti i nostri progetti e a organizzare meglio le attività.

Marco: Entro la data che stabiliamo tutti gli articoli devono essere già corredati di nomi degli autori, firme e disegni e ci si può firmare anche con uno pseudonimo, non è necessario scrivere nome e cognome. L’idea di riunirci ogni sabato ci è venuta in mente perché ci siamo accorti della necessità di incontrarci più spesso.
Durante le riunioni discutiamo di argomenti o progetti legati al giornale: spesso vengono fuori idee e si discute delle varie modalità per realizzarle. Tutto questo di solito avviene con una sorta di brainstorming, a volte inconsapevole. All’inizio la discussione potrebbe sembrare confusionaria ma in quel modo riusciamo a tirar fuori molti spunti che poi si rivelano utili. Tra le idee discusse insieme in queste occasioni c’è stata anche quella di creare il blog del giornale.
Abbiamo dato vita al blog di Skakkinostri per la comodità di questo strumento e perché lì un articolo può essere pubblicato in qualsiasi momento, si ha un feedback immediato e si possono divulgare i contenuti anche sui social. A volte ci è capitato di scrivere un’anteprima dell’articolo nella versione cartacea del giornale e rimandare poi all’articolo completo sul blog.

Enrica: Le riunioni di redazione ci aiutano a capire se la pubblicazione di un articolo risulta più efficace online o in versione cartacea, ci permettono anche di decidere insieme come impaginare gli articoli e quale copertina usare.

 
4) Di quali argomenti vi piace scrivere su Skakkinostri? 

Enrica: Ricordo che il primo testo che ho scritto per il giornale era una filastrocca che ci riguardava molto da vicino perché parlava di alternanza scuola-lavoro. Di solito quello che scriviamo riguarda tutti, cerchiamo di informare gli studenti su argomenti che li riguardano.

Marco: Con gli argomenti spaziamo molto e troviamo spunti nuovi parlando di ciò che ci viene in mente. Chiunque può scrivere un articolo e anche se non trova spazio nell’edizione cartacea, trova sicuramente spazio all’interno del blog.
Per alcune uscite cerchiamo di capire insieme se sia più utile realizzare il giornale seguendo un tema o lasciando una traccia libera: quasi sempre decidiamo di lasciarlo a tema libero perché è difficile trovare un unico argomento che possa accomunare davvero tutti gli articoli.
Scriviamo sul giornalino perché ci piace farlo, non trattandosi di un lavoro pensiamo che imporre delle limitazioni ai temi non sia necessario.

 

5) Come conciliate le vostre attività per il giornale con lo studio e in che modo Skakkinostri vi ha cambiato nel corso del tempo? 

Marco: Realizziamo il giornale con estremo piacere ma ovviamente bisogna conciliare tutto con lo studio. A volte è capitato di dover posticipare varie volte la data d’uscita della copia cartacea di Skakkinostri proprio per problemi legati allo studio.
Tra i benefici di lavorare in questa redazione però c’è la possibilità di imparare a lavorare in gruppo, gestire un gruppo, gestire se stessi e il proprio tempo ma anche saper delegare, distribuire i compiti e capire che non abbiamo il dono dell’ubiquità, non siamo Superman e dobbiamo quindi fidarci di altre persone.
Ho capito queste cose proprio lavorando in redazione e rispetto al passato sento di essere cambiato tanto grazie al giornale. Di sicuro questa esperienza mi modellerà ancora e spero di contribuire a modellare il giornale: ognuno di noi nel corso del tempo porterà qualcosa di sé in Skakkinostri.

Enrica: Per mantenere sempre vivo il legame con i lettori, quando abbiamo posticipato la data d’uscita ci siamo inventati un altro numero (che pubblicammo solo sul blog) da far uscire in attesa di quello cartaceo. Avevamo molto materiale raccolto a seguito delle interviste fatte ai nostri coetanei svedesi, arrivati a Bari per uno scambio culturale con la nostra scuola.
Far parte della redazione è un incarico importante e spero di esserne all’altezza. In questo tipo di progetti bisogna dimostrarsi responsabili, portare a termine il lavoro ma anche continuare a coltivare un’atmosfera serena tra i membri del gruppo e tenere sempre vivo il confronto.
Rispetto ai primi tempi ora ho un approccio diverso e riesco a vivere meglio il gruppo. Durante gli incontri il dialogo è fondamentale e grazie al confronto riusciamo anche a trovare il compromesso che ci metta d’accordo.

Maria Pia: Dal punto di vista dello studio devo ammettere che ci diamo molto supporto anche durante le ore in cui ci riuniamo per costruire il giornale. La frequenza con la quale ci incontriamo ci ha permesso di creare legami più stretti e di conoscerci meglio e ora ci aiutiamo a vicenda per la preparazione di compiti in classe e interrogazioni.

 
6) Avete cercato di coinvolgere altri compagni di scuola nel progetto del giornalino? In che modo e quali riscontri avete avuto? 

Marco: Sì, li abbiamo coinvolti ma abbiamo anche capito che se a una persona interessa il giornale poi si avvicina da sé alla redazione. Ad esempio lo scorso anno è capitato di trovarci di fronte a una marea di persone nuove nel periodo in cui passò di nuovo la circolare e noi andammo nelle classi a presentare il giornalino.
Abbiamo anche realizzato sondaggi e posizionato alcune scatole in vari punti della scuola affinché gli studenti imbucassero biglietti con idee e proposte per Skakkinostri.

Maria Pia: Alcuni ragazzi decidono di non far parte del giornale per non essere presi in giro e scherniti dai loro coetanei ma questo dipende dal fatto che la lettura e la scrittura oggi per alcune persone hanno perso valore. Mi è capitato spesso di parlare con studenti del primo anno ai quali abbiamo proposto di entrare in redazione e i quali si sono tirati subito indietro: ovviamente in questi casi tutto dipende dall’esempio che si sceglie di seguire.

 
7) A chi vi ispirate quando scrivete o realizzate contenuti per il giornale? Avete un autore preferito, un giornalista che apprezzate molto o un esempio quotidiano che vi stimola a seguire le vostre passioni nonostante le difficoltà? 

Marco: Io vedo spesso i programmi televisivi d’inchiesta e mi intrigano molto perché vorrei portare un livello di informazione simile anche allo Scacchi. Mi rendo conto che però è un obiettivo impossibile da realizzare anche per via del tempo a nostra disposizione, del mezzo di comunicazione che utilizziamo, dei destinatari. Alcune cose però si potrebbero fare anche su Skakkinostri: nell’ultimo numero ad esempio abbiamo trattato il tema della raccolta differenziata. Mi piacerebbe parlare più spesso di temi legati alla nostra quotidianità e al nostro senso civico.

Maria Pia: In uno dei miei ultimi articoli ho parlato della nuova legge sulla privacy ma in realtà anche quando scrivo di argomenti che potremmo definire più frivoli trovo sempre grande ispirazione negli autori dei libri. Il mio scrittore preferito è Alessandro Baricco.

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Rivisitazione di “Décalocomanie” di Magritte realizzata dai ragazzi di Skakkinostri

 

8) In questa vostra esperienza che ruolo ha la scrittura? Cosa suscita in voi l’idea che un testo che avete scritto sia letto dai vostri coetanei?

Maria Pia: Alcuni testi sono scritti come fossero veri e propri sfoghi, altri sono condivisioni di un pensiero o recensioni. Il modo in cui si vive l’esperienza della scrittura dipende dal tipo di testo ma anche dall’autore, in effetti gli articoli danno molto anche a chi li scrive. Il giornale ci fa approfondire questa passione per la scrittura ma in realtà c’è sempre stata in noi, altrimenti non saremmo mai entrati nella redazione.

Marco: Io sono entrato dicendo “non credo che scriverò mai articoli” e invece poi ho cominciato a farlo. Alcuni articoli li ho scritti quando aprii il blog perché volevo testarlo e inaugurarlo. Poi ho scritto quando ho avuto l’ispirazione per affrontare argomenti che mi stanno a cuore e temi che mi appassionano.

Flavio: Spesso la scrittura è importante anche per divulgare un proprio pensiero perché puoi far arrivare ciò che pensi a più persone. In questo mi sembra che la scrittura, e per noi il giornalino, rappresenti un buon mezzo.
È bello vedere realizzato e portato a termine qualcosa che hai scritto tu, dopo possiamo anche parlare di un certo argomento con le persone che lo hanno letto sul giornale.

Enrica: Credo che a volte anche raccontare esperienze personali possa essere utile ai lettori di un giornale. Mi riferisco ad esempio alle esperienze di viaggio che possono coinvolgere i lettori e magari invogliarli a vivere le stesse esperienze.

 
9) Come immaginate il vostro futuro e quali aspirazioni e sogni nutrite?

Marco: Nel futuro mi immagino nei panni di ingegnere informatico ma non so se il giornalismo centrerà qualcosa con questo sogno. Scoprirò più in là se questa esperienza di redazione sarà stata decisiva anche per il futuro.

Enrica: Il mio futuro per me non è molto chiaro ma la tendenza a scrivere, a fare ricerca e a intervistare penso che continuerà ad accompagnarmi. Quindi probabilmente seguirò quella strada.

Flavio: Io non lo so davvero cosa farò in futuro ma per ora approfitto di questo periodo per provare varie strade e attività e capire su quali di queste focalizzarmi.

 

10) Quando ero studentessa e scrivevo su Skakkinostri il giornale rappresentava anche un mezzo per farsi conoscere perché non c’erano i contenuti online che oggi predominano. Che differenza c’è per voi tra il mondo online e i prodotti cartacei? Come intendete questi due universi sovrapposti? 

Marco: Il cartaceo ha una sua autorevolezza e anche un certo fascino, però internet è più estemporaneo e può avere anche più utilizzi. Non credo che Skakkinostri potrà mai essere solo cartaceo, e il fatto che abbiamo creato il blog ne è la dimostrazione.
La distribuzione cartacea però fa sì che anche solo per caso le persone possano conoscere il giornale perché è sempre più difficile che si arrivi a conoscerlo solo attraverso il blog.
Quest’anno abbiamo stampato il primo numero del giornale interamente a colori perché per noi è importante dare valore ai contenuti realizzati dai disegnatori, che altrimenti si ritrovano i loro disegni stampati in bianco e nero. Abbiamo anche realizzato un fumetto e vogliamo continuare su questa strada affinché il nostro giornale cresca sempre di più nei contenuti e nella forma.

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Alcune immagini del fumetto di Flavio nell’ultimo numero di Skakkinostri

 

Chiudo il mio 2018 con le idee e le speranze di questi giovani studenti conosciuti durante due incontri di redazione.
Negli ultimi anni il gruppo di Skakkinostri ha dimostrato che un progetto può attraversare i decenni cambiando forma, mutando nei contenuti ma dando agli studenti la possibilità di esprimere se stessi, la propria creatività e qualcosa di cui nessuno potrà privarli: l’ambizione e la voglia di aspirare a qualcosa di più.

 

“Lei è così giovane, così al di qua di ogni inizio, e io vorrei pregarla quanto posso
di aver pazienza verso quanto non è ancora risolto nel suo cuore,
e tentare di amare le domande per se stesse,
come stanze chiuse a chiave e libri scritti in una lingua sconosciuta.
Non cerchi ora risposte, non possono venirle date
perché non sarebbe in grado di viverle.
E di questo si tratta: di vivere tutto. Viva le domande ora.
Forse a poco a poco, senza quasi notarlo,
si ritroverà a vivere un giorno lontano dentro la risposta.”

(Lettere a un giovane poeta, Rainer Maria Rilke) 

 

Laura Ressa

Licenza Creative Commons
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Copertina: immagine dal blog Skakkinostri

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