Skakkinostri: il giornale studentesco sopravvive in tempi iperconnessi

Entrare nel proprio liceo a distanza di 13 anni dal diploma è come entrare nella macchina del tempo. I corridoi che ti sembravano enormi ora ti appaiono meno lunghi, le scale piccole, il cortile minuscolo.
I ragazzi che ci trovi dentro non erano ancora nati quando tu percorrevi quei corridoi.
Rientrare nel passato però non è solo un tuffo in un tempo lontano che non appartiene più a te, ma è come svegliarsi da un sogno e rendersi conto che attorno a te e nei tuoi luoghi la vita scorre, cambia, prosegue il suo corso.
Il giornalino studentesco Skakkinostri ha attraversato il tempo: dal 2002 ad oggi resiste nella forma e nella sostanza tenuto a galla dalle parole degli studenti.

Qualche mese fa, rimestando nei miei vecchi cimeli, ho ritrovato alcuni numeri del giornale e ho contattato la redazione attuale per sapere se fossero interessati ad avere quelle copie.
I ragazzi mi hanno risposto di sì aggiungendo che mi avrebbero voluto incontrare per farmi qualche domanda.
Ho avuto timore di questa richiesta perché per me la redazione di Skakkinostri è sempre stata ammantata da un’aurea di strutto giornalismo d’inchiesta e io, al liceo, non sentivo di poterne pienamente far parte. Quando sei adolescente ti senti piccola, le percezioni sono strane, hai molta più paura di tutto e tutto sembra molto più irraggiungibile di quanto non sia in realtà.

Chi sono i ragazzi della redazione 2018 di Skakkinostri?

Sono giovani che attendono impazienti di sbocciare. Hanno grande voglia di sperimentare, padroneggiano tecnologia e nuovi mezzi con naturalezza ma sanno anche dare molto valore alla carta e al tempo che passa.
Sono consapevoli delle difficoltà ma anche dei progressi che si prospettano all’orizzonte, sono riconoscenti a chi dedica loro del tempo, sono desiderosi di capire e di sapere.
Guardano le copie di Skakkinostri del 2002 con ammirazione pensando di doversi impegnare di più per essere all’altezza del numero di pagine, della frequenza di pubblicazione. Sentono di dover coinvolgere più coetanei per fare meglio. E questo perché un’attività extra scolastica per loro non è appannaggio esclusivo di pochi ma è l’unica strada percorribile per cercare di coinvolgere tutti.

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Una delle copertine del giornale e le riprese della mia intervista

 

In un tempo che ci vede costantemente connessi (ad un dispositivo mobile più che tra di noi), in un tempo in cui è fin troppo facile essere al centro dell’attenzione con una foto delle vacanze postata sui social, questi giovani liceali hanno scelto di non dimenticare il potere delle parole. Hanno scelto la strada della creatività e delle idee: hanno scelto di realizzare un progetto per il quale non basti solo muovere un dito in direzione del tasto Condividi.
Un giornalino studentesco può quindi resistere al tempo più di altra carta stampata. E resiste grazie alla spinta dei più giovani, grazie alla loro voglia di avere ancora tra le mani un proprio prodotto che unisca passione e impegno creativo spontaneo.
Appartiene a questi giovani la vera sfida del presente e del futuro: perché in un tempo come questo, più che nel nostro passato, scegliere di scrivere diventa sempre più difficile, scegliere la parola sembra quasi una virtù di pochi. La redazione 2018 di Skakkinostri si rivolge ai coetanei e vorrebbe coinvolgerli, vederli attivi in un progetto comune, unirsi a loro per uno scopo condiviso.
Io sinceramente credo davvero che sia possibile!

Qualche mese fa ho incontrato i ragazzi e loro mi hanno chiesto cosa rappresenti per me la scrittura e come Skakkinostri abbia influito nello sviluppo di questa passione.
Le loro domande sono state concrete, sincere, spontanee, curiose. Cercavano nelle mie parole qualcosa che li aiutasse a far meglio e io li guardavo sperando di rispondere nel miglior modo possibile, anche se mi sento ancora come mi sentivo un po’ di anni fa: cioè in piena crescita, certe volte smarrita e bisognosa di imparare, soprattutto da loro.

Ad una delle domande ho risposto che “bisogna provare, ché la paura è cattiva consigliera”.
Lo dicevo a loro, ma in quel momento lo stavo dicendo anche a me stessa.

Spero che quei ragazzi tentino di trovare la propria strada, perché provare è il punto di partenza. Adesso si cimentano nella realizzazione di un giornalino studentesco, ma questo è un esperimento che può insegnare loro spirito di gruppo, rispetto dei tempi, collaborazione e organizzazione.
Mi auguro che provino, dunque, a realizzare qualcosa con i mezzi che hanno a disposizione ma soprattutto mi auguro che provino a sbagliare trasformando la paura in una fidata alleata.

Perché la paura è ciò che ci spinge oltre proprio quando vorremmo arretrare.

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La copertina dell’ultimo numero di Skakkinostri

 

 


*Questa è l’anteprima dell’intervista alla redazione di Skakkinostri*


 

Laura Ressa

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