Donare un pezzo della propria strada

Sulla mia scrivania custodisco alcune copie di Novelle Artigiane. Si tratta di quelle copie che voglio donare, man mano, alle persone del cuore, a quelle vite che hanno accarezzato la mia con cura e attenzione.
Sono arrivata al terzo dono, e ogni volta la reazione di chi lo riceve mi lascia un senso di delicato benessere, la sensazione di appartenere a una scia di pensieri e riflessioni condivise che si incontrano e costruiscono un edificio solido.

La reazione di chi riceve tra le mani il libro si esprime sempre in uno sguardo commosso e in un abbraccio che dice tutto. Dopo questo terzo dono le emozioni sono state tante, così di sera mentre ripensavo alla giornata trascorsa ho preso tra le mani il cellulare e ho scritto di getto un messaggio a Vincenzo Moretti, autore delle Novelle, per dirgli che un libro non è solo un libro ma una serie di occhi che ti avvolgono e comprendono ciò che hai dentro. E ovviamente ho pensato che quel testo non dovessi tenerlo solo per me. 


Caro Vincenzo,
oggi il tuo libro mi ha fatto fare un bel giro in un vortice di riflessioni nuove.
Dopo aver donato una copia alla collega con cui condivido quasi ogni minuto della mia giornata, ho donato Novelle Artigiane ad un’amica di lunga data. Ci accomuna uno spirito che definirei “bimbo” e la passione smodata per i gatti.

Per il terzo dono è successa un’altra bella alchimia.
Ho ricavato qualche minuto e mi sono messa in disparte a scrivere una dedica sulla prima pagina bianca disponibile. Avevo con me una copia che da giorni cercavo di regalare sperando di trovare il momento giusto per farlo. La destinataria di questa copia è stata una collega di un team diverso dal mio.
Dopo aver confezionato la dedica e richiuso il libro, mi sono alzata e mi sono affacciata furtivamente alla sua stanza facendole cenno di uscire per qualche istante.
L’ho guardata e le ho messo tra le mani il tuo libro dicendole che per tanti motivi se lo è meritato.
Ha detto che lo avrebbe comprato comunque. Si è quasi commossa, ho percepito reale gioia nei suoi occhi. Mi ha stretto fortissimo quasi volesse stritolarmi in quell’abbraccio lungo e sincero.
Ci siamo scambiate schiocchi grandissimi e ancora abbracci e in un attimo siamo finite a parlare di quanto sia importante coltivare le passioni al di fuori del lavoro e di quanto la nostra vita sia unica se le diamo davvero un senso. Un senso che sia tutto nostro, certo, ma che doni qualcosa anche agli altri.

Ecco, davvero non so se dipenda dall’età ma gli ultimi anni della mia vita sono stati conditi di eventi che sembrano quasi collegati tra loro. Questo pomeriggio mentre ci abbracciavamo abbiamo sentito di essere sulla stessa lunghezza d’onda io e la mia collega, come del resto era già capitato in precedenza.

Sai perché ho scelto lei come destinataria del libro? Perché in certe cose mi ricorda te, Vincenzo, e le persone attente agli altri. Quelle persone che sanno ascoltare ed essere curiose, che sanno tendere l’orecchio e accogliere il bello che c’è fuori. Lei era presente la sera della presentazione di Novelle Artigiane a Bari ma è dovuta andar via prima per raggiungere il suo paese in treno.
Nonostante la difficoltà di muoversi con i mezzi e l’orario in cui sarebbe tornata a casa, non ha rinunciato e ha fatto sentire la sua presenza.

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Photo by Clem Onojeghuo on Unsplash

Le ho fatto questo dono anche perché mi ha sempre spronato. Ha sempre avuto curiosità verso il mondo: dietro il suo lavoro tecnico si cela una persona non solo metodica ma amante dell’arte, del cinema, della letteratura, di ogni forma di creatività. Insomma una persona come tante, ma attenta al prossimo: dote bellissima quanto rara.
Fare questo dono oggi mi ha fatto tornare alla mia scrivania con dentro tanta felicità. Come se qualcuno avesse incastonato nel mio cuore un diamante, e forse quel diamante era proprio una delle lacrime che non sono uscite dal volto per timidezza o contingenza.

Alla fine, come fa sempre, la mia collega Rosanna mi ha spronato ancora una volta a inseguire i miei sogni.

E il mio sogno più grande, ma anche molto semplice, è di trovare soddisfazione nel fare qualcosa di bello. Di veramente bello.
Una di quelle cose che non puoi spiegare: una di quelle cose che puoi vedere solo negli occhi luccicanti di chi riceve dalle tue mani un pezzo della tua strada e sa di poter condividere anche la propria.

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Photo by João Silas on Unsplash

 

Valore: è questa la parola magica che ci dà linfa.

E poi c’è un altro segno.
Una persona cara ha finito di leggere Novelle Artigiane e oggi lo aveva con sé quando mi ha donato una scatola di latta contenente un dolce fatto da lei. Casualmente nella stessa busta della scatola aveva poggiato il libro.
I due oggetti, libro e scatola di latta, accostati mi hanno fatto un certo effetto. Da un lato c’era un libro che parla di meraviglie realizzate con le proprie mani e la propria testa, dall’altro lato c’era una scatola che contiene la summa di ogni espressione d’affetto realizzato con le mani: il cibo casalingo.

Li ho fotografati per ricordarmi di questa giornata. Per ricordarmi che un libro può non essere solo un libro ma diventare un filo che collega, che parte dalle persone per arrivare alle persone. Questo accade quando è legato anche ad incontri reali e quindi assume un senso pratico.

Quando regali un libro, ciò che ricevi in cambio è uno sguardo che vale mille doni.
Non puoi applicare unità di misura, non riesci a inscatolarlo o a etichettarlo. Un dono è potente e basta. I libri che riescono a regalarci anche un piccolo barlume, un lampo o una spinta vanno aiutati, fatti conoscere, letti. Ed è per questo che credo fermamente che di un libro non si debba mai chiedere copia gratuita. La gratuità si conquista, oppure si riceve. Un libro, se lo vuoi, lo compri e in quel gesto esprimi al massimo la dignità di lettore e la dignità della lettura. Oltre alla dignità di chi lo ha scritto.
Ho pensato a tutto questo quando ho donato per la terza volta Novelle Artigiane.
E di sicuro mi attendono altre copie e altri libri da donare.

Anche se preferisco esprimere la mia fede al di fuori dell’istituzione Chiesa, in luoghi e modi diversi da quelli imposti, le emozioni di oggi mi fanno risuonare in mente le parole di un canto religioso che dice: “Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno, con amore ed umiltà potrà costruirlo. Se vorrai, ogni giorno, con il tuo sudore, una pietra dopo l’altra in alto arriverai.”

Con il sudore arriverai in alto, sì. Ma non al piano superiore, l’aggettivo “alto” lo intendo come “profondo”. Giorno dopo giorno potresti arrivare nel profondo delle cose che ti accadono e cercare di capire che senso dare loro.

 

2018-11-27 22.14.17

Libro e scatola di latta, insieme

 

 

Laura Ressa

Licenza Creative Commons
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Copertina: Photo by reza shayestehpour on Unsplash

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