BreviPropositi: buttare i soprammobili

Per salutare il 2016 che volge al termine mi servo di una metafora.
Il cammino di crescita di cui siamo protagonisti ci aiuta a vedere pian piano con maggior chiarezza, a smussare i nostri difetti, a riconoscere i nostri angoli oscuri, i coni d’ombra, i predicatori che razzolano male, gli errori del passato da non commettere di nuovo, la rabbia e l’invidia che si annidano nelle buone intenzioni, i compromessi che accetti quando sei piccolo e tutti ti sembrano universi affidabili simili a te.
Per ogni cosa esiste una stagione, lo dicevano anche i The Birds nella canzone Turn! Turn! Turn!, ed esiste un tempo per riflettere, guardarsi intorno e capire.

Le rivelazioni
 del tempo sono il nostro bagaglio irrinunciabile, gli occhiali per vedere bene da vicino e da lontano. Ci mostrano la direzione, ci invitano a gustare la vita in ogni suo attimo, ad assaporare il presente con rinnovata fiducia, a preparare le basi per il futuro e, dunque, a fare spazio senza mai appesantire il cuore.
Ecco quindi i miei BreviPropositi per ciò che sarà, l’incipit di una storia ancora tutta da scrivere.

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Capisci che è tempo di buoni propositi di fine anno nel giorno in cui tua madre si rivolge stizzita ai soprammobili dicendo “ià scittá tutt!” in vernacolo barese.

Buttare i soprammobili quindi come modus vivendi.
Buttare i rancorosi, i maleducati, i moralizzatori, gli ipocriti, i pettegoli, i capitano-tutte-a-me, i gioiosi per finta, i cordiali per apparenza, i presenti per comodo.

Buttare i soprammobili non è scelta veloce, ci si arriva dopo anni di bomboniere e piattini della comunione.
All’inizio ci pensi un po’ prima di metterli nella busta dell’indifferenziata ma ti accorgi subito che lo spazio che hai liberato potrà ospitare solo qualcosa di migliore.
Magari un cristallo di Boemia in luogo di una scatola di confetti scaduti che si ergono sul mobile credendosi pepite d’oro.

Fare spazio è LA scelta: il passaggio successivo, il salto, il cambio di marcia, il giro di boa, lo slancio convinto verso libero arbitrio e consapevolezza.

L’augurio migliore che potremmo fare a chi amiamo (anche a noi stessi) è quindi quello di fare spazio, fare largo alla speranza, lasciare il posto libero all’amore e alla gioia, senza ingombrare quello spazio riempiendolo di cianfrusaglie, cose, persone e pensieri inutili.

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Lascio infine la parola a Alain De Botton e al video in cui ci spiega perché ognuno di noi è in grado di cambiare le cose.

Laura Ressa

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