Freedom is an attitude

Nella vita si fanno propri tanti insegnamenti, ricavati dal momento contingente o derivanti da una serie di prove ed errori.
Il modo più proficuo di agire tuttavia non è recriminare ma riconoscere quale sia la propria strada.

cat-1733263_1280Imparare a non accettare passivamente è il primo insegnamento importante a cui si approda con un po’ di esperienza e consapevolezza.
Se si accettano gli stessi atteggiamenti per anni, gli altri si convinceranno del fatto che perseverare in tali comportamenti sia buona norma.

Quando osservo i gatti tutto mi appare chiaro e le teorizzazioni psicologiche trovano risposta nel comportamento animale.
La naturale libertà di queste creature mi lascia di stucco: essi sono dotati di un istinto primordiale che mi mostra il divario che li distingue da noi umani.
Non parlo di sentimentalismi da strapazzo secondo i quali l’animale è l’unico vero amico dell’uomo, non parlo neanche della teoria consolatoria di quelle persone secondo le quali i loro simili sono feccia e gli unici che possano capirli davvero sono gli amici a 4 zampe.
Frottole. Frasi preconfezionate. Auto-consolazione e commiserazione.

Il nostro essere bestie non ci salva, ci rende esattamente uguali agli animali ma dissimili nelle modalità di sopravvivenza.
A dispetto nostro, gli appartenenti al mondo animale non basano i loro comportamenti su leggi sociali e morali ma sulla legge della natura.

Sono liberi come noi non riusciamo ad essere.

La condizione di animale e di umano non sono equiparabili.
Ogni tentativo di paragone sarebbe un parallelismo insensato perché noi umani, per nostra definizione e natura, rispondiamo ad una serie di responsabilità e richieste sociali che comportano norme ad esse correlate.
Andare a scuola, avere 10 in condotta, laurearci, trovare un lavoro, trovare relazioni che ci soddisfino, uscire di casa la sera almeno una volta a settimana, viaggiare per farci le foto, avere una vita appagante con una casa e un’auto, avere abiti nuovi e desiderabili da indossare, essere socialmente accettati come persone belle (che non sempre corrisponde alla condizione di belle persone).

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Osservando i gatti, mi accorgo che le loro azioni sono interessate.
L’interesse è relativo principalmente all’istinto e alla necessità di procacciarsi il cibo: difatti si avvicinano a noi soprattutto se abbiamo qualcosa da offrirgli.

Noi cosa abbiamo da offrire agli altri?
Cosa ricerchiamo nella nostra vita e nelle nostre relazioni? Catene o libertà? Comprensione o commiserazione?

Ecco un po’ di buoni propositi per una vita da uomini-gatto:

Fare ciò che vogliamo, che ci piace e ci fa star bene;
Scegliere la nostra strada in libertà senza seguire la massa;
Non accettare le condizioni imposte sulla nostra vita;
Rispettare noi stessi, senza pensare che gli altri abbiamo ragione solo perché sono convinti di averla;
Dare valore al proprio tempo e a quello altrui;
Imparare che il rispetto si dimostra e non è solo un concetto astratto che ci insegnano la domenica a messa;
Riconoscere i propri sbagli e a chiedere scusa.

Laura Ressa

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