Cercare le parole tra i cassetti di casa

In certi momenti le parole sembrano perdute. Le cerchi tra le certezze, tra le pieghe delle lenzuola e tra gli oggetti nascosti nei cassetti di casa.
La fissità del muro che osservi di fronte a te può far finire le parole, e devi passare da una stanza all’altra per andarle a cercare. Questo è quello che accade quando hai tanto tempo per chiuderti in te.
Realizzi di poter fare altro, certo, ma anche di aver bisogno della natura, di respirare, del sole, di ciò che prima era un contorno e che invece scopri che era ciò che di più ti ispirava. Ti accorgi di quanto basilare sia quel che calpesti ogni giorno e a cui non dai valore finché non ti viene concesso come un bene di lusso.
Centellinato come l’oggetto del desiderio che non puoi permetterti di comprare. Preso con il contagocce come un medicinale di cui stare attenti al dosaggio e agli effetti.

Questo periodo di distanza forzata dagli altri è il momento giusto per me per avere la conferma che non avevo bisogno di troppa gente intorno, a parte gli affetti essenziali. Per colmare i tempi vuoti però serve trovare il modo di abitare anche quello che percepiamo come un vuoto. Continua a leggere

Copywriting e la scrittura che fa bene e mette ordine nella nostra storia – Intervista a BalenalaB

Chiara Gandolfi, copywriter e speaker pubblicitaria, usa idee, scrittura e voce per far incontrare i brand con le persone.
Lavora con la scrittura creativa e pubblicitaria da 16 anni. La sua esperienza professionale e privata con la scrittura le ha dato gli strumenti per leggersi e scriversi, per farsi del bene, per mettere ordine nella sua storia passata e progettare la storia futura. Quando deve raccontare la storia dei brand che si affidano a lei, tira fuori la loro narrazione e la racconta con sincerità e aderenza.
Si descrive così Chiara, alias BalenalaB, e in questa intervista usa ancora la scrittura per raccontarmi il suo lavoro, quanto conti la paura, come usare la voce per avvicinarsi agli altri. E perché ama così tanto le balene. Continua a leggere

Dignità, Rispetto, Possibilità, Merito, Diritto al lavoro. Da quando abbiamo cominciato a perderci?

Ci siamo dimenticati come si lotta per una causa comune. Oppure semplicemente non ci interessa farlo perché “tengo famiglia” o perché ci piace raccogliere le briciole che ci lascia chi “ce l’ha fatta”.
Manca la lotta di classe ma, senza rispolverare il perso romanticismo da lotta, ci manca pure un passaggio precedente e cioè la capacità di comprendere le difficoltà altrui.
Ci ripetiamo “meglio a lui che a me”, e tiriamo avanti sperando che al prossimo turno della roulette russa gli sfortunati non saremo noi. Non siamo avvezzi a guardare cosa ci succede accanto perché altrimenti capiremmo che a volte chi dà il pane, in realtà sta concedendo solo le sue briciole.
Ci ho pensato, me lo chiedo da tempo. Cosa stiamo lasciando a chi verrà e ai nostri figli? Quale messaggio portiamo ogni giorno alle persone? Di quale idea ci facciamo portavoce? Continua a leggere

Notte del Lavoro Narrato 2020 – Chiamata alle arti per gli artisti del lavoro ben fatto

Il 30 Aprile 2020 si svolgerà la 7° edizione della Notte del Lavoro Narrato.

Come scrive Vincenzo Moretti (che questa Notte l’ha ideata):
“La nostra Notte non è un evento, non bisogna riempire lo stadio né la palestra, si può partecipare in 10 e anche in 2.
La nostra notte è l’incontro di persone che hanno una storia di lavoro da narrare, da leggere, da cantare, da ascoltare, perciò l’importante è esserci, solo questo.”

Per l’edizione 2020, come ogni anno, la notte del lavoro narrato si svolgerà in vari luoghi e dietro iniziativa libera di chiunque voglia farlo.
Se vuoi partecipare, scrivi a Vincenzo all’indirizzo partecipa@lavorobenfatto.org.

Qui ti racconto cosa voglio realizzare quest’anno per la mia terza partecipazione alla Notte del Lavoro Narrato nella mia città, Bari.
Ti parlo della mia chiamata alle arti e del perché vorrei che tu che stai leggendo partecipassi alla “notte” barese che si svolgerà il 30 Aprile alle 18.30 da Portineria 21, un luogo che profuma di libri e di caffè con il cornetto, un luogo permeato dell’arte di far bene le cose e di reinventare il proprio lavoro e la propria vocazione. Continua a leggere

L’arte di Niccolò Fabi si infrange su noi come una freccia infuocata di benevolenza e grazia

A intermittenza, per le strade, resistono aggrappate ai balconi o alle finestre le lucine colorate di Natale. Sul tragitto che ci conduce a teatro, il 22 gennaio a Bari per il concerto di Niccolò Fabi, sembra che le feste natalizie non siano ancora finite. Sembra che quella intermittenza scintillante voglia accompagnarci fin sotto al palco, fin dove stiamo per ascoltare le note che trascinano nei luoghi fra un emisfero e l’altro della mente, che ti strappano un ricordo, chi ti prendono dal bavero e ti catapultano nelle immagini proiettate sugli schermi, nelle viscere del futuro, nelle stringhe di testo del passato, nelle parole che avremmo voluto dire o scrivere.
Quelle parole che qualcuno, anche per noi, ha messo sul foglio e nella voce.
Le parole che vi voglio raccontare qui, le parole di quella sera di gennaio in cui qualcuno non aveva ancora messo via gli addobbi natalizi: forse per dimenticanza o forse per godere un altro po’ dell’atmosfera di attesa che precede una festa. Continua a leggere

E qualcosa del Lavoro Narrato 2019 rimane tra le parole Credibilità e Gioco

Il 2020 sarà palcoscenico della settima edizione della Notte del Lavoro Narrato, una splendida iniziativa ideata da Vincenzo Moretti e di cui su Frasivolanti ho parlato spesso e volentieri. Qui potete leggere cosa ho scritto:
#LavoroNarrato – È tempo di fare bene le cose perché è così che si fa
Notte del Lavoro Narrato 2019 – Premessa, Promessa, Scommessa
“Quando ero bambino…” – Appartenenza e identità nella nostra Notte del Lavoro Narrato

Riprendo le fila del discorso che cominciai nel 2018 con la mia prima Notte del Lavoro Narrato, e ora sono impaziente di pensare a cosa realizzare per l’edizione 2020.
Nel frattempo, per farvi sapere che ci sarò anche quest’anno insieme a Vincenzo e insieme a tutti quelli che vorranno partecipare, vi racconto cosa mi resta della scorsa edizione. Continua a leggere

Born to be manager: i nati con la camicia che fanno ridere i polli e i recruiter

Nati imparati.
È questa la definizione che spesso viene affibbiata a chi pensa di esser nato con la camicia o di aver capito subito come gira il mondo del lavoro.
Niccolò Copernico disse che la Terra gira intorno al Sole e in qualche modo anche Jimmy Fontana ha riproposto la stessa teoria.
Altri, meno noti di loro, sono davvero convinti di sapere come gira il mondo anche quando hanno poca esperienza del mondo stesso.
Negli ultimi anni ho visto moltiplicarsi il numero di corsi e master per diventare manager, scarseggiano però quelli in cui si insegna a capire dagli altri, a sospendere il giudizio ma soprattutto ad ascoltare. L’ascolto è la principale capacità da sviluppare se si vuole diventare leader. Ma magari oggi si è più avvezzi a voler diventare manager anziché leader.
Da qualche osservazione naturalistica, mi sono accorta che sta crescendo silente una piccola generazione di nati imparati e di ragazzi poco più che trentenni che si autodefiniscono innovatori senza comprendere né il termine Innovazione né il termine Lavoro. Non rappresentano un campione statisticamente significativo della “gioventù moderna” (così come la definiscono certi vecchi antichi) e ovviamente non è possibile parlare per categorie. Ma proverò a ragionar di questo piccolo sotto-gruppo di benpensanti, che già ragionano come gli adulti del vecchio boom economico forse perché figli di “chi ce l’ha fatta”. Sì, ma a far cosa?
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