Mio nonno, le arance sbucciate, i taralli scaldati

Giuseppe era il suo nome.
Grandi mani forti, pollici leggermente ricurvi e imponenti. Lineamenti del volto marcati a fare da contorno a due occhi simili a fessure. O forse me li ricordo stretti per via del suo sorriso.

Lo osservavo, incantata, mentre sbucciava la sua frutta. Sedeva a capotavola, e io accanto a lui restavo seduta sul divano con cui confinava il tavolo del soggiorno di nonna. Le mie gambe erano corte e non riuscivo nemmeno a toccare il pavimento con i piedi.
Seguivo la linea tracciata dai gesti del nonno senza staccare un secondo lo sguardo da quello spettacolo. Sbucciava le arance incidendone prima la buccia con il coltello a formare dei raggi, e tirando poi via quei raggi con una pressione delle dita. Continua a leggere

Annunci

Enter e Backspace: la storia dei miei tasti deboli

Se ti capita di accarezzare la tastiera QWERTY che utilizzi per scrivere, lavorare, comunicare, saprai renderti conto di quanto alcuni tasti siano più molli e sensibili di altri. Soprattutto se si tratta di una tastiera con una lunga vita alle spalle e reduce da una digitazione forsennata, alcuni suoi punti saranno più consumati.

Non ci fai caso finché digiti in fretta, presa da quel che hai da scrivere e che sembra avere la priorità su tutto. Il fiume in piena delle parole scorre veloce e non c’è tempo per pensare alla percezione dei tasti sotto le dita.
Dal cervello al foglio, in una fuga incessante, le parole sgorgano e si posano sul bianco pallido che prima accecava e che ora è stato riempito d’inchiostro e parole, di frasi corte e lunghe, di periodi ipotetici e domande, di virgole e punti.
I tasti sono il tramite, traghettano i pensieri dal di dentro al di fuori. Non fai caso alla loro consistenza, per te contano meno dei pensieri e ti accorgi che sono reali e li puoi toccare solo se inavvertitamente li sfiori, solo se tocchi la tastiera mentre parli al telefono o ti soffermi su una pagliuzza di polvere che vuoi buttar via. Continua a leggere

Donare un pezzo della propria strada

Sulla mia scrivania custodisco alcune copie di Novelle Artigiane. Si tratta di quelle copie che voglio donare, man mano, alle persone del cuore, a quelle vite che hanno accarezzato la mia con cura e attenzione.
Sono arrivata al terzo dono, e ogni volta la reazione di chi lo riceve mi lascia un senso di delicato benessere, la sensazione di appartenere a una scia di pensieri e riflessioni condivise che si incontrano e costruiscono un edificio solido.

La reazione di chi riceve tra le mani il libro si esprime sempre in uno sguardo commosso e in un abbraccio che dice tutto. Dopo questo terzo dono le emozioni sono state tante, così di sera mentre ripensavo alla giornata trascorsa ho preso tra le mani il cellulare e ho scritto di getto un messaggio a Vincenzo Moretti, autore delle Novelle, per dirgli che un libro non è solo un libro ma una serie di occhi che ti avvolgono e comprendono ciò che hai dentro. E ovviamente ho pensato che quel testo non dovessi tenerlo solo per me.  Continua a leggere

Le cose migliori sono saporite, fanno ingrassare e scottano – Vincenzo Moretti a Bari

16 novembre, Bari, Acidicolori: una giornata particolare.
Piangere si può fare anche da soli, ma ridere bisogna farlo in due.

Parlando di Novelle Artigiane con Vincenzo Moretti non abbiamo solo riso e ricordato momenti del suo passato, ma discusso del valore del lavoro. Abbiamo affrontato l’importanza del fare bene le cose, discutendo insieme di quanta forza possiamo sprigionare quando ascoltiamo gli altri dando loro importanza, donando spazi in cui esprimerci ed essere parte di una collettività che cerca risposte di senso.
Gli incontri che viviamo hanno diverse facce, si presentano alla vista come un diamante e sono preziosi in ogni atomo: dalla fase di preparazione al momento in cui si svolge l’incontro fino al post evento, quella fase successiva che diventa ancora più bella quando non è programmata. Il momento conclusivo serve a scavare a fondo, a tirare le somme. E infatti sarebbe bello poter vivere gli eventi in maniera diffusa, portarli nelle vie della nostra vita, tra i nostri affetti e le persone decisive del nostro quotidiano.
Cerco di raccontarvi il mio percorso in Novelle Artigiane, concentrandomi sulle somme tirate e sul fondale che ho potuto esplorare insieme a Vincenzo Moretti al termine del nostro incontro in Acidicolori.
Continua a leggere

Leggere, viaggiare, ascoltare e imparare dagli altri. Quando lo fai, cambi in meglio – Intervista a Piero Vigutto

Piero Vigutto, professione consulente di direzione per la gestione delle risorse umane, dopo la laurea in psicologia con una tesi sugli effetti del clima aziendale sulla sicurezza e la specializzazione in psicologia del lavoro e delle organizzazioni, affronta varie esperienze in grandi gruppi aziendali del nord Italia e fonda la HR&O Consulting.
Ma Piero non si rispecchia solo nel suo ruolo professionale: è anche scrittore, saggista e blogger. Ama viaggiare e leggere ed è perennemente affascinato dalla natura umana.
Ho scoperto le sue parole leggendo gli articoli che ha scritto per SenzaFiltro e ho trovato da subito affinità tra le mie idee e le sue, tra il suo modo di concepire l’umanità del lavoro e la mia visione di quello che il lavoro rappresenta per le persone.

Abbiamo chiacchierato a lungo. Remando insieme, al termine della navigazione siamo approdati sulla costa sicuri di aver compiuto un tragitto che ha arricchito le nostre vite di tasselli nuovi. Perché parlo di remi, di viaggi e di tasselli? Perché questa intervista, come ogni confronto con gli altri, mi ha confermato che saper ascoltare è una dote da coltivare e che dalle persone avremo sempre qualcosa da imparare.
Dunque, occhi aperti e menti affamate di stimoli, vi presento il nostro viaggio.  Continua a leggere

Dai papaveri a Torino a TravelWithGusto – Intervista a Mariachiara Montera

Si può fare impresa anche se non si è ricchi di famiglia? Davvero si può non avere un piano B? E allora come mai ho il terrore di fallire ma non mi fermo? Perché continuo a investire tempo e risorse? Perché mi sento molto fortunata a fare quello che sto facendo e per niente vittima?”

Parto da queste parole che Mariachiara Montera ha scritto nel post Raccontare il lavoro oggi per introdurre la sua intervista.
Mariachiara racconta i luoghi, le aziende e le persone attraverso il cibo. Collabora con aziende, enti del turismo e agenzie per sviluppare progetti e storie legate al settore food.
Nelle righe che seguono parliamo di costruzione di un’impresa, di comunicazione dell’identità aziendale, di TravelWithGusto, di scrittura, di Torino.
Su tutto sorvoliamo leggiadramente, ma non con leggerezza.  Continua a leggere

Novelle Artigiane: il lavoro è un viaggio alla scoperta di noi stessi. L’autore il 16 novembre a Bari

Cosa ti fa restare sveglio di notte? Chi soffre d’insonnia potrebbe rispondere “l’impossibilità di addormentarmi”. Chi ha problemi di digestione invece potrebbe dire “ciò che mi impedisce di dormire è l’acidità dovuta alla cena che mi è rimasta sullo stomaco”.
Ma esiste anche una risposta diversa a questa domanda. E la risposta diversa è declinabile con il termine Passione, che poi è indiscutibilmente legata alla parola Lavoro e alle gemelle Impegno e Ricerca. Ma non è solo questo lo spirito vitale da extrasistole che a volte ci impedisce di chiudere occhio.
La volontà di rinunciare al sonno per continuare a scrivere, a leggere, a preparare qualcosa di importante può dipendere dall’avvicinarsi di un evento o di un passaggio decisivo della nostra vita. Per me quello spirito di abnegazione da scarso sonno è incarnato nella scrittura, per un’altra persona potrebbe essere racchiuso nella preparazione del ragù della domenica, per qualcun altro nella lettura di un libro da cui non riesce a schiodarsi, per altri nella realizzazione di una sedia o di un mobile.

Il libro Novelle Artigiane arriva a Bari il 16 novembre con il suo autore Vincenzo Moretti, che ci parlerà dei volti del lavoro racchiusi nel suo racconto. Questa per me, da un po’ di settimane, rappresenta una delle risposte alla domanda: cosa ti fa restare sveglio di notte?  Continua a leggere