Il grembiule ritrovato e l’Intelligenza Artigianale

Parlando di Intelligenza Artificiale un mio amico tempo fa, sovrappensiero, disse “Intelligenza Artigianale”.
Quel lapsus linguistico è stato un’occasione ghiotta per far volare la mente là dove non ci spingiamo, per ripensare in modo diverso (e opposto) all’argomento Intelligenza Artificiale, che rappresenta non solo un futuro verso il quale siamo protesi ma soprattutto un presente in cui siamo già immersi. Continua a leggere

La scoperta della Puglia: gioiello incastrato tra luoghi comuni, hashtag vacanzieri e burrate

Da troppo tempo vedo la Puglia rappresentata come un’affissione pubblicitaria, come un cartello appeso ai muri per strada, come un’immagine appiccicata sugli autobus.
Da troppo tempo vedo la Puglia abbarbicata a questo suo dover essere fascinosa e meta ambita, attaccata alla sua immagine da vetrina scintillante e copertina patinata.
Una regione con cui spesso vogliamo far notizia solo attraverso le foto di buoni piatti senza capire la tradizione, oltre che la storia, e senza ascoltare i racconti di chi quelle ricette le ha cucinate per anni lontano da scatti zeppi di hashtag da cartolina balneare.
Se hai il mare e il sole, hai tutto – dicono certi. Ma non sarei così sicura che questo connubio di amabili sensi basti per capire un territorio ed esserne cittadini consapevoli e intelligenti. Continua a leggere

I luoghi parlano – Vi racconto il libro “La dinamite nella valigia” e l’incontro con Tiziano Arrigoni

Il 3 gennaio 2020 io e Tiziano Arrigoni abbiamo parlato del suo libro La dinamite nella valigia. Viaggio nell’Italia di Luciano Bianciardi da Portineria21 a Bari.

Questo è il racconto dell’incontro con l’autore. Vi narrerò alcuni punti salienti del libro e della presentazione, e poi lascerò spazio alla passeggiata per i vicoli del borgo antico, alle mie considerazioni filosofico-culinarie e ad altro che vi invito a scoprire continuando a leggere…

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Nella mia stanza

Nel giorno del suo matrimonio, mia sorella è stata ritratta dai fotografi nella mia stanza. Una stanza che un tempo è stata anche sua.
Alle spalle di mia sorella, nella foto, compare una scrivania bianca con ripiani che si sviluppano in altezza. Alle pareti molte foto, al lato della scrivania bianca c’è n’è un’altra più piccola con sopra alcuni oggetti, e poi libri e quaderni a perdita d’occhio che quasi occupano tutto lo spazio disponibile nell’obiettivo del fotografo. Lateralmente compare anche una piccola poltrona con alcuni peluche adagiati sul cuscino. Si intravede pure una maglietta poggiata sulla sedia e dimenticata lì.

Quando ho visto la foto, ho pensato: è davvero questo lo scopo di un reportage fotografico? Riuscire a vedere rappresentata la tua vita come dipinta da un’artista, ma senza la pretesa che quella rappresentazione debba essere un’opera d’arte da esporre in galleria. Perché anche se non piace a tutti o non rappresenta tutti, è un’opera d’arte per chi quella vita l’ha vissuta e per chi quella vita l’ha saputa ritrarre. Continua a leggere

Quella volta che il capo voleva le chewing gum impacchettate una ad una

Non saprei da dove cominciare a raccontare questa storia.
Anni fa scrissi un post qui su frasivolanti a questo proposito, ma poi lo cancellai e quel testo è andato perduto. Devo dunque ripartire da zero, ma i ricordi per fortuna non mancano. Come sempre quando si tratta di raccontare episodi assurdi avvenuti sul lavoro, vorrei cominciare con la descrizione delle mie vicine di scrivania. Ma prima faccio una puntualizzazione spazio-temporale per disegnare i contorni del racconto.

Torno indietro a parecchi anni fa. Avevo appena lasciato uno degli ennesimi tirocini per un’occasione che mi sembrava migliore e che mi era stata segnalata come un’ottima opportunità di crescita e inserimento. Continua a leggere

Regali ricevuti e portafogli restituiti

Quando penso alla mia infanzia, molti ricordi belli sono legati ai pomeriggi passati insieme alla nonna materna. Giocavo mentre lei era a casa a badare che non facessi danni, la guardavo preparare bontà in cucina, a volte le piaceva fermarsi ad aggiustarmi i capelli per cercare di domare i miei ricci.

Lei era presente anche alle mie feste di compleanno, quelle che prima si facevano in casa con una selezione di compagni di classe perché tutti nella mia stanza non ci sarebbero entrati.

Durante una di quelle feste, compresi qualcosa di importante sui doni.
Voglio raccontare quella vicenda perché è legata a molte altre cose avvenute in seguito, e credo anche a quel senso delle feste che spesso perdiamo di vista con una certa facilità. Continua a leggere

Junior Specialist cercasi. Le parole sono importanti, ma le usiamo male

Navigavo su LinkedIn quando il mio occhio è stato catturato da una ricerca di profili identificati come “Junior Specialist”.

Non specificherò il nome dell’azienda che ha pubblicato l’offerta, non è mio interesse puntare il dito su qualcuno in particolare anche perché capita molto spesso di imbattersi in annunci di lavoro simili e mal formulati. Dunque non esiste un solo colpevole.
Ma perché parlo di colpevoli? Continua a leggere